Otto anni di reclusione. E’ stata confermata anche in appello la pesante condanna che nell’ottobre scorso il Tribunale di Asti aveva inflitto al 44enne albese Joseph Borgogno, alla sbarra con le accuse di violenza sessuale aggravata e di intralcio alla legge.
A deciderlo, giovedì scorso, la terza sezione della Corte d’Appello di Torino, presidente Flavia Panzano, consiglieri Maria Cristina Pagano e Ludovico Morello.
Il via alle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Asti risale all’aprile 2025, quando la donna vittima di quegli abusi aveva deciso di denunciare grazie anche al supporto dell’associazione Mai + Sole di Savigliano, costituita parte civile col patrocinio dell’avvocata Elisa Anselmo.
"Se non torni con me ti uccido, dico a tuo marito che siamo stati fidanzati, gli manda le foto, uccido lui e i tuoi figli", erano state alcune delle minacce rivolte alla donna da Borgogno, sul cui carico pendevano altri precedenti per reati contro il patrimonio e spaccio di stupefacenti.
È in forza di tali condanne che, tra gli ultimi mesi del 2024 e l’inizio del 2025 l’imputato si trovava sottoposto per un cumulo di pena alla misura cautelare alternativa degli arresti domiciliari, costretto presso l’abitazione dell’anziana madre.
È qui che si sono consumate la reiterate violenze che, come attestato dai giudici, l’uomo ha messo in atto nei confronti della badante a servizio della donna.
Condotte che facevano seguito a una relazione intercorsa in precedenza tra i due. Un rapporto affettivo venuto però meno, col tempo, così come il consenso della donna a rapporti di natura sessuale che l’ex amante prese a estorcerle in più occasioni ricorrendo alla violenza.
Nello scorso aprile la badante si era infine convinta a denunciare l’uomo, tornato così in carcere. Nel successivo processo il pubblico ministero astigiano Davide Greco gli avrebbe poi contestato anche le aggravanti dell’aver commesso il fatto a danno di una persona con la quale aveva avuto una relazione affettiva e mentre si trovava sottoposto a una misura alternativa alla detenzione in carcere.
La difesa dell’uomo, rappresentata dall’avvocato Stefano Idem del foro di Torino, aveva avanzato una serie di prove relative a regali e messaggi che avrebbero dovuto comprovare il perdurare del rapporto affettivo.
Una tesi che né il collegio di primo grado presieduto dal dottor Alberto Giannone, presidente della sezione penale del Tribunale, né la corte d’appello di Torino hanno ritenuto di accogliere, condannando l’uomo e decidendo anche per una provvisionale di 25mila euro a favore della vittima, costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocata albese Silvia Calzolaro, mentre mille euro sono state riconosciute all’associazione Mai + Sole, anch’essa costituita in giudizio col patrocinio dell’avvocata Elisa Anselmo.





![Caffetteria, mostre ed eventi: torna a rivivere una parte del Borgo Medievale [FOTO] Caffetteria, mostre ed eventi: torna a rivivere una parte del Borgo Medievale [FOTO]](https://www.ilnazionale.it/typo3temp/pics/w_227465bb7b.jpeg)






