Il Nazionale

Cronaca | 02 luglio 2026, 08:38

Identificato il pedone dilaniato sul tratto astigiano dell'A21, si fa strada l'ipotesi dell'abbandono

Dalle impronte digitali rilevate, gli agenti della Polstrada sono risaliti all'identità di un 30enne nordafricano e agli amici che lo avrebbero lasciato in autostrada

Identificato il pedone dilaniato sul tratto astigiano dell'A21, si fa strada l'ipotesi dell'abbandono

Dopo alcuni giorni di approfonditi accertamenti, gli agenti della Polizia Stradale di San Michele (AL) sono riusciti a dare un volto e un nome all'uomo travolto e ucciso nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 giugno lungo la corsia nord dell'autostrada Torino-Piacenza, nei pressi di un sottopasso nel tratto compreso tra Felizzano (AL) e il casello di Asti Est. Un compito drammaticamente complesso, poiché il corpo della vittima è stato dilaniato dal passaggio di più mezzi in transito ad alta velocità, che hanno fatto scempio dei resti lungo decine di metri di asfalto.

L'identificazione è stata possibile solo grazie al rilevamento delle impronte digitali, che hanno svelato l'identità della vittima: si tratta di un cittadino nordafricano di circa trent'anni, residente a Carmagnola (TO). Al momento del ritrovamento dei resti, avvenuto poco prima dell'1, la dinamica era avvolta nel mistero più fitto, con il forte sospetto che l'uomo potesse essere stato abbandonato già privo di vita sulla carreggiata.

La ricostruzione dei fatti ha svelato una serie di dettagli assurdi e sconcertanti. Stando a quanto accertato dagli agenti, il trentenne si sarebbe trovato a bordo di un'auto diretta a Torino insieme a tre amici, due donne e un uomo, che lo avrebbero abbandonato nel cuore della notte in una piazzola di sosta, al buio e lungo un'arteria stradale trafficatissima. Sentito dagli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Sara Paterno, il gruppo avrebbe fornito una versione dei fatti che, qualora trovasse conferme, sarebbe legittimo definire grottesca e, con ogni probabilità, pesantemente influenzata dalle condizioni psicofisiche di quella notte.

"Ci siamo fermati perché il nostro amico voleva fare pipì", avrebbero raccontato i tre, "è sceso dall'auto e poi lo abbiamo perso di vista, non rispondeva al telefono". Così i tre, anziché cercare l'amico o lanciare l'allarme contattando immediatamente il 112, avrebbe deciso di ripartire, lasciando il giovane solo e al buio. Altre anomalie nella vicenda sono correlate al fatto che l'uomo, invece di cercare di mettersi al sicuro camminando oltre il guardrail fino a raggiungere una colonnina SOS, avrebbe iniziato a vagare sulla carreggiata di marcia, finendo per venire travolto da più mezzi in transito che hanno fatto scempio del suo corpo. Senza però che nessuno degli automobilisti abbia lanciato l'allarme, probabilmente nella convinzione, tragicamente errata, di aver colpito qualche oggetto o animale selvatico.

Un tragico precedente

Questa assurda vicenda richiama alla mente, con inquietante precisione, la tragica morte di Simone De Fenza, l'ex tabaccaio astigiano di 45 anni travolto e ucciso ad aprile nei pressi del casello di Villanova d'Asti. Anche in quel caso, l'uomo era stato abbandonato in autostrada dopo una furiosa lite avuta con il conducente della vettura con cui viaggiava. "Simone quella sera era fuori di sé. Barcollava, forse aveva assunto della droga", aveva dichiarato l'amico agli inquirenti. Tra le due vicende, vi è però una fondamentale differenza: lo scorso aprile, l'autista del mezzo pesante che lo aveva travolto si era immediatamente fermato a prestargli soccorso, mentre nel caso del nordafricano finora nessuno dei conducenti che hanno colpito si è ancora rivolto alla Polstrada.

Gabriele Massaro