Il Nazionale

Politica | 20 giugno 2026, 12:21

Sanremo, cresce il malumore nel Pd: si apre una riflessione interna sul futuro della maggioranza Mager

Durante una riunione del partito emergono perplessità sui rapporti nella coalizione e sull'azione amministrativa. Sul tavolo anche il caso dell'impianto di San Pietro e la necessità di un confronto politico

Sanremo, cresce il malumore nel Pd: si apre una riflessione interna sul futuro della maggioranza Mager

Ci risiamo. Nuove fibrillazioni attraversano il Pd sanremese, unico partito dell'eterogenea maggioranza a trazione civica che sostiene il sindaco Alessandro Mager. Una parte dei dem non nasconde una certa insofferenza per come procedono i rapporti all'interno della coalizione, tanto da chiedersi se abbia ancora senso andare avanti così. Il malcontento è emerso durante una riunione convocata nella sede al rondò Volta, per un esame periodico della situazione politico-amministrativa, alla presenza dell'assessore Lucia Artusi, del consigliere Marco Cassini e di Liliana Di Falco, nel Cda di Amaie Energia. 

E' intervenuto anche Andrea Gorlero, ex assessore ed ex presidente della stessa partecipata diventata la più importante multiutilities della Riviera. Non a caso, si è parlato pure del “caso-San Pietro”, il nuovo impianto di trattamento e ciclo dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, al quale erano destinati sostanziosi fondi Pnrr,  che ha incontrato difficoltà tali da rendere necessario lo studio di una soluzione progettuale alternativa.

Se nel novembre scorso l'alleanza ha rischiato di spezzarsi quando Mager si è schierato con Claudio Scajola (storico avversario della sinistra), nel listone dei sindaci per le elezioni (di secondo livello) in Provincia, diventandone poi il vice con la netta conferma dell'ex ministro alla presidenza, oggi dalla componente più rigida dei dem sanremesi trapelano
voci critiche verso il modus operandi del blocco preponderante della maggioranza, guidato da Anima, riferimento diretto di tre assessori e parecchi consiglieri, oltre che dello stesso sindaco. Del resto, in modo del tutto disgiunto, negli ultimi tempi anche Sanremo al Centro (il gruppo legato all'ex sindaco Alberto Biancheri) ha manifestato disappunto su
alcuni temi, agitando così gli equilibri interni, dopo che alla fine del 2025 aveva preteso e ottenuto un posto in giunta, a compensazione delle nomine al Casinò.

“Si è aperta una discussione al nostro interno, com'è normale che sia in un partito, ma senza arrivare ad un approfondimento”, ammette Gianni Salesi, il segretario cittadino del Pd, cercando però di smorzare i toni. A novembre i venti di crisi erano stati spazzati dal confronto chiarificatore tra il sindaco, lo stesso Salesi e l'allora neo segretario provinciale
Pietro Mannoni. E' probabile che, di questo passo, si renda necessario un altro confronto, questa volta sui contenuti dell'azione amministrativa e, in generale, sulla visione di città proiettata sui tre anni di mandato che restano.

L'alleanza con i dem è frutto del patto di programma stretto da Mager (con la regia di Sergio Tommasini, di Anima) al ballottaggio del giugno 2024, quando riuscì a ribaltare il pronostico vincendo per poche centinaia di voti, forte pure del sostegno di Generazione Sanremo, l'altra ala progressista, rappresentata in giunta dal vicesindaco Fulvio Fellegara (era stato il candidato sindaco del centrosinistra, Pd compreso, ottenendo un buon risultato ma senza riuscire ad approdare al secondo turno elettorale), dalla quale non arrivano (per ora) segnali di malcontento.

Gianni Micaletto