Nessun rischio di interruzione del servizio al punto di primo intervento dell’ospedale Padre Antero Micone di Sestri Ponente dopo la scadenza degli incarichi medici prevista per il 30 giugno. È quanto ha assicurato in consiglio regionale l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, rispondendo a quattro interrogazioni presentate dalle opposizioni sulla continuità assistenziale del presidio del ponente genovese, considerato fondamentale per il territorio e per alleggerire la pressione sugli altri pronto soccorso cittadini, a partire dal Villa Scassi.
Nicolò ha confermato il rinnovo dei contratti e ha annunciato anche un potenziamento organizzativo del servizio. "Il tema del punto di primo intervento del Micone di Sestri Ponente è importante e ci tengo particolarmente", ha detto l’assessore. "È un polo fondamentale a cui io personalmente non voglio rinunciare".
Poi la rassicurazione principale: "Abbiamo rinnovato i contratti, non ci sono preoccupazioni di assenza di servizio", ha spiegato Nicolò, rispondendo alle preoccupazioni sollevate in aula sulla copertura dei turni dal primo luglio e sul rischio di carenza di personale medico durante il periodo estivo.
L’assessore ha inoltre ricordato una nuova possibilità organizzativa per rafforzare i punti di primo intervento, non solo al Micone ma in tutta la Liguria. "Abbiamo dato la possibilità, come era stato chiesto anche nelle sedute precedenti dai medici dell’emergenza sanitaria territoriale, con un’indennità ad hoc richiesta da loro, di prestare servizio nei punti di primo intervento", ha spiegato. "È un’ulteriore possibilità per avere al punto di primo intervento del Micone, ma anche negli altri della Regione Liguria, personale qualificato per prestare servizio nelle situazioni un po’ più urgenti".
Nicolò ha poi preannunciato un ulteriore passo sul piano organizzativo. "Il potenziamento che preannuncio riguarda l’attuale struttura semplice del punto di primo intervento del Micone: è in programma trasformarla da struttura semplice in struttura semplice dipartimentale", ha detto. Una scelta che, secondo l’assessore, servirà a dare al presidio una cornice più solida: "Per testimoniare e darle una struttura organizzativa più forte, per prestare il servizio che deve fare e che già sta facendo egregiamente". (Ndr: la SSD È un'articolazione autonoma che non dipende dal singolo primario, ma direttamente dalla direzione del Dipartimento. È dedicata a specifici percorsi di cura, ad esempio Day Hospital, Day Surgery o ambulatori specialistici)
Il tema era stato sollevato con più atti ispettivi da Alleanza Verdi e Sinistra, Lista Orlando, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Al centro delle interrogazioni, la scadenza al 30 giugno degli incarichi individuali di lavoro autonomo conferiti a medici impiegati presso il punto di primo intervento del Micone, insieme al timore che il divieto di nuovi contratti con i cosiddetti gettonisti potesse rendere difficile garantire la continuità del servizio.
Secondo quanto richiamato negli atti, il Micone rappresenta un presidio essenziale per Sestri Ponente e per l’intero ponente genovese, con circa 22-23mila accessi annui. Le opposizioni hanno sottolineato come il punto di primo intervento sia oggi operativo nella fascia 8-20, con trasferimento dei pazienti verso altri presidi nelle ore serali e notturne, in particolare verso il pronto soccorso di Villa Scassi, già sottoposto a forte pressione.
La prima interrogazione, firmata da Selena Candia e Jan Casella, chiedeva quali misure urgenti la giunta intendesse adottare per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria dopo la scadenza degli incarichi individuali. Candia ha ricordato il ruolo del presidio nel territorio: "È un punto che lavora molto bene e intensamente, ma purtroppo chiude alle 20. È necessario per accogliere i pazienti e refertare in tempi rapidi, evitando che vengano spostati da una struttura all’altra".
La consigliera di Avs ha richiamato la proroga dei contratti dei medici in pensione dopo le precedenti denunce dell’opposizione, ma ha chiesto ulteriori rassicurazioni. "Questo non basta e vogliamo rassicurazioni", ha detto. "Soprattutto nel periodo estivo, quando il personale deve poter usufruire delle ferie, il rischio è che manchino almeno 200 ore tra luglio e agosto. Non basta il personale medico in pensione".
Candia ha inoltre rilanciato la richiesta di un ampliamento del servizio. "Per noi dovrebbe essere allargato a 24 ore, in un territorio dove ci sono tanti insediamenti ed è importante che ci siano punti di primo intervento", ha aggiunto. "Siamo a metà giugno e non si sa come saranno coperti i turni di luglio se non ci sarà aggiunta di personale medico sanitario oltre al personale medico in pensione".
Anche Gianni Pastorino, per il gruppo Andrea Orlando Presidente, ha chiesto garanzie sulla continuità operativa del presidio, ricordando il fabbisogno di ore mediche. "Il punto di primo intervento non ha bisogno soltanto di liberi professionisti. Mancano altre 200 ore per permettere al Micone di svolgere il servizio senza andare in affanno", ha detto. Pastorino ha richiamato in particolare le prestazioni aggiuntive garantite da personale medico proveniente dal Villa Scassi, oggi inserito nell’Azienda ospedaliera metropolitana, mentre il Micone rientra in Ats.
Il Partito Democratico, con un’interrogazione firmata da Armando Sanna, Roberto Arboscello, Carola Baruzzo, Simone D’Angelo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando, Katia Piccardo e Federico Romeo, ha parlato di "grave carenza di personale medico" e di rischio concreto di indebolimento del servizio dal primo luglio.
Sanna ha definito il Micone una struttura fondamentale per la sanità del ponente. "Il Micone è fondamentale per la nostra sanità del ponente, con oltre 22mila accessi all’anno", ha detto. "L’incertezza sulla copertura dei turni, su chi lavora lì dentro e sulla pianificazione della sanità preoccupa i lavoratori e i cittadini".
Il consigliere dem ha collegato il tema anche alla pressione sugli altri ospedali genovesi. "Il Micone è fondamentale per ridurre le presenze nel primo pronto soccorso, che è quello di Sampierdarena", ha aggiunto. "Ci avviciniamo al sovraffollamento dello Scassi, all’esodo del personale dal Galliera e al congestionamento del San Martino".
Sul tema è intervenuto anche Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle, che ha evidenziato come la presenza di quattro interrogazioni sullo stesso argomento dimostri la centralità del problema. "È la quarta interrogazione sullo stesso argomento", ha detto. "Il punto di primo intervento del Micone, con 22mila accessi all’anno, deve avere una pianificazione successiva".












