Il Nazionale

Politica | 05 giugno 2026, 11:43

Savona al voto 2027, Giordano (M5S): "Al tavolo dell'area progressista non arriviamo con un candidato già deciso"

Per il coordinatore regionale si parte dell'ascolto dei territori: "Le uscite un po' disarticolate e anche schizofreniche degli ultimi giorni non appartengono al Movimento 5 Stelle"

Savona al voto 2027, Giordano (M5S): "Al tavolo dell'area progressista non arriviamo con un candidato già deciso"

"Chi pensa che il Movimento 5 Stelle si sieda a un tavolo già con un nome ha sbagliato in partenza". Con le elezioni comunali del 2027 che iniziano a proiettare le forze politiche verso la costruzione delle future alleanze, il Movimento 5 Stelle, attraverso il coordinatore regionale Stefano Giordano, guarda anche per Savona al modello già sperimentato nell'area progressista in Liguria e, più recentemente, a Genova. Un percorso basato sull'ascolto dei territori - prima ancora che sulla scelta dei candidati - sulla collaborazione tra le forze progressiste e sulla definizione condivisa dei programmi.

"Vanno messe al centro tutte le persone che, oltre ad essere iscritte al Movimento 5 Stelle, hanno dato la loro disponibilità ad essere nei gruppi territoriali, la palestra politica un po' più avanzata, vicina alle istituzioni e al territorio, con il proprio contributo di sviluppo di idee, delle sofferenze dei territori e di comunicazione verso chi sarà portavoce o è portavoce. La carica che il presidente Conte, tramite il Comitato di Garanzia, mi ha affidato è una delega di responsabilità politica che il presidente Conte dà ai territori, quindi molto importante dal punto di vista della responsabilità, di ascolto, condivisione, trasparenza e confronto. È questo che voglio portare sui territori: non sono l'elemento giudicante ma quello che ascolta, elabora e inserisce all'interno di un perimetro ben preciso che è fatto da regolamento e dallo statuto e dagli indirizzi politici che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti".

Il tutto si inserisce nel percorso di trasformazione intrapreso da tempo dal Movimento, avviato dal presidente Conte.

"Il nostro percorso di trasformazione – prosegue Giordano – sta andando verso una direzione ben delineata. Mentre il primo Movimento diceva 'va bene con chiunque basta che portiamo avanti gli obiettivi', oggi invece diciamo 'non va bene con chiunque', ma guardiamo con grande attenzione l'area progressista dove siamo inseriti. Questo è un elemento che non si può mettere in discussione o non osservare perché succede in Regione dove abbiamo costruito un programma. Succede a Genova in Comune dove abbiamo vinto le elezioni e abbiamo una maggioranza dove il Movimento 5 Stelle è parte attiva delle scelte politiche che vengono condivise con la cittadinanza".

I punti di partenza sono la protezione dell'ambiente e la prevenzione del territorio, l'osservazione attenta di quelli che sono i diritti costituzionali oggi messi in discussione quotidianamente, le pari opportunità tra mondi che sono ancora divisi, quello dei diritti delle donne, e tutto ciò che riguarda l'amministrazione pubblica, "dove il business – spiega Giordano – viene concesso sempre più di frequente a interessi privati".

Per Savona il sindaco Marco Russo ha dichiarato la propria ricandidatura, sostenuto dai partiti di centrosinistra che vedono insieme anche il Movimento 5 Stelle in altre realtà, come il Comune di Genova, e da una parte del civismo. Mesi fa il presidente nazionale del Pd Stefano Bonaccini aveva auspicato anche per Savona una coalizione che comprendesse i 5 Stelle.

"Noi assolutamente non parliamo di nomi – spiega Giordano –. Il fatto che ci sia la conferma di un nome non ci vede presenti nella scelta. La nostra metodologia è diversa. È una metodologia che parla con il territorio, parla dei problemi che ci sono sul territorio, che sviluppa idee con una progettualità con un indirizzo ben preciso. Una volta che abbiamo costruito una piattaforma comune, dove inserire tutti gli elementi che possono migliorare la qualità della vita dei cittadini, a quel punto siamo disposti, se ci sono le condizioni e con un confronto al tavolo progressista, a parlare di chi dovrà essere il capitano di questa squadra. Chi pensa che il Movimento 5 Stelle si sieda a un tavolo già con un nome ha sbagliato in partenza".

Si partirà quindi dal confronto con i territori per arrivare poi a una sintesi.

"È importante che io vada sul territorio – aggiunge Giordano – per comprendere, da una voce plurale, le attività svolte, partendo da quelle in consiglio comunale, analizzandole punto per punto, esaminando cosa hanno portato e sentendo i cittadini e le cittadine che hanno intenzione di essere parte attiva in questo percorso".

In questo quadro si inserisce anche il progetto Nova, indicato come uno strumento permanente di partecipazione e ascolto e che ha toccato anche Savona.

"Nova è uno di questi percorsi di ascolto dei territori – afferma Giordano –. Cento punti in tutto sul territorio nazionale, tra cui Savona. Sarà un modello che porteremo avanti in qualsiasi tipo di competizione amministrativa per dare a tutti l'opportunità di esprimere la propria posizione ma anche le proprie sofferenze".

A differenza di gran parte delle regioni italiane, la Liguria è ancora tra quelle che non hanno completato il percorso di nomina dei coordinatori provinciali del Movimento 5 Stelle, pur avendo dei coordinatori pro tempore.

"Ringrazio il lavoro che stanno facendo i pro tempore sul territorio regionale, a Imperia, a Spezia e Savona – conclude Giordano – perché mi stanno continuando a dare un supporto importante. La scelta dei coordinatori provinciali avverrà quando avrò parlato con i territori. È una scelta molto delicata e anche in questo caso non c'è preclusione di nomi. Potrebbero essere quelli che c'erano prima oppure, dopo un confronto con i coordinatori pro tempore e il territorio, magari verranno scelte persone diverse. È chiaro che la nomina avverrà con le modalità più opportune. Per ora ho il carico di tutte le province ma non sono solo. Stefania Scarone sta facendo un lavoro egregio per l'analisi delle problematiche politiche che ci sono. Il mio ruolo è un ruolo di apertura e inclusività. Il simbolo non è mio, non è di nessuno ma di tutta la comunità. La cosa che spiace è che le uscite un po' disarticolate e anche schizofreniche degli ultimi giorni non appartengono al Movimento 5 Stelle".

Elena Romanato