Giulia Marro, consigliera regionale cuneese di Avs (Alleanza Verdi e Sinistra), è personaggio di cui si parla parecchio in questi ultimi questi ultimi tempi essendo ritenuta l’interlocutrice più propensa al dialogo col Pd.
O perlomeno, rispetto ad altri soggetti, espressione della variegata galassia della sinistra, che vedono il partito di Elly Schlein, anche sulla piazza cuneese, come fumo negli occhi.
Alla luce degli ultimi eventi rispetto ai quali il Pd, in procinto di essere abbandonato dai centristi civici, è costretto a giocare in difesa, le abbiamo rivolto alcune domande per capire quali nuovi scenari potrebbero delinearsi in vista dell’appuntamento elettorale del 2027.
La campagna elettorale per le comunali di Cuneo è partita con largo anticipo. Da una parte Gigi Garelli, dall’altra Enrico Collidà, per non parlare di Giancarlo Boselli, i cui manifesti campeggiano ormai da settimane sui muri della città. Inoltre, resta il fatto che la sindaca Patrizia Manassero non ha ancora resa nota la sua decisione se ricandidarsi o meno. Che ne dice di questa situazione a dir poco magmatica?
“In questa fase, più che seguire gli spostamenti di questo o quel soggetto politico, mi interessa capire – e la considerazione vale non solo per me ma per Avs (Alleanza Verdi e Sinistra), la forza politica che rappresento - come si intenda ascoltare la voce della cittadinanza e provare a costruire una proposta che parta dai bisogni reali delle persone”.
Questo, mi permetta, lo dicono un po’ tutti. C’è però un fatto politico rilevante emerso in questi ultimi giorni: l’intenzione di Centro per Cuneo di smarcarsi dalla maggioranza per correre autonomamente nel 2027. Una decisione che determinerà una modifica sostanziale delle alleanze, così com’erano state realizzate fino ad oggi, con scenari i nuovi e tutti da interpretare. È così?
“La mossa di Centro per Cuneo, francamente, non mi sembra una novità. Una scelta di campo era già stata fatta con il sostegno a Cirio alle regionali, quindi non mi stupisce che oggi si arrivi a questo passaggio”.
Che ne pensa lei che viene indicata come possibile interlocutrice se non da tutto il Pd almeno da una parte del partito? Sarà l’occasione per testare sulla piazza di Cuneo le mitiche “soluzioni avanzate” teorizzate dalla deputata Chiara Gribaudo già alla vigilia delle comunali del 2022?
“Per il momento ciò che mi interessa è che Cuneo continui ad essere una città democratica, antifascista e attenta a chi resta indietro. Vedo una politica sempre più concentrata sui posizionamenti e sempre meno sulle persone. E i risultati delle ultime amministrative in tante città italiane ci dicono che la sfiducia cresce e che la democrazia si indebolisce quando i cittadini percepiscono che contano più gli accordi che la rappresentanza”.
Mi sembra molto circospetta, quasi ‘democristiana’ (sperando di non offenderla). Una prudenza motivata dal voler prima vedere le contromosse del Partito Democratico?
“Per quanto mi riguarda, la priorità è costruire partecipazione, ascolto e coinvolgimento. Le alchimie politiche e i giochi di potere vengono dopo. È da qui che bisogna ripartire, se si vuole ricostruire un rapporto di fiducia con una cittadinanza che, troppo spesso, non si sente più rappresentata”.













Commenti