Il Nazionale

Cronaca | 31 maggio 2026, 10:28

L'odioso business della paura: anziani nel mirino dei finti carabinieri

Colpi sventati dalla Squadra Mobile in corso Unione Sovietica e alla Crocetta: due truffatori in manette

L'odioso business della paura: anziani nel mirino dei finti carabinieri

Colpire le persone più fragili nei loro affetti e nella loro sicurezza domestica, sfruttando l'autorevolezza delle istituzioni per compiere furti spregevoli. La viltà dei reati predatori contro gli anziani si manifesta sempre più spesso attraverso messinscene complesse e psicologicamente violente, orchestrate da malviventi senza scrupoli. Negli ultimi giorni, gli investigatori della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Torino hanno inferto un doppio colpo a questa rete di criminalità diffusa, arrestando in flagranza due cittadini italiani in contesti diversi, ma uniti dalla medesima condotta cinica: aggirarsi nei pressi della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova in cerca di prede, per poi muoversi verso i quartieri residenziali e colpire le vittime prescelte.

Il fenomeno, che fa leva sul senso di urgenza e sul panico generato da finti incidenti o controlli giudiziari, vede l'impegno costante delle Forze dell'Ordine non solo sul piano repressivo, ma anche su quello della prevenzione. È bene precisare che entrambi i procedimenti penali si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari. In ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

Il finto carabiniere digitale e il colpo da 50.000 euro

La prima operazione ha preso il via tra gli spazi interni e l'area antistante la stazione di Porta Nuova, dove gli agenti hanno individuato un uomo dall'atteggiamento sospetto. Il lungo e complesso pedinamento si è sviluppato a bordo di un taxi fino a un condominio in corso Unione Sovietica. Dopo circa venti minuti l'indagato è uscito frettolosamente dallo stabile, ma è stato immediatamente bloccato e perquisito.

La sorpresa è arrivata dal contenuto delle sue tasche: numerosi monili in oro e orologi del valore stimato di circa 50.000 euro, tra cui la fede nuziale che la vittima, un'anziana donna, indossava fino a pochi istanti prima. Oltre alla refurtiva, interamente recuperata e restituita, l'uomo è stato trovato in possesso di immagini digitali di eccellente fattura, realizzate verosimilmente mediante strumenti di intelligenza artificiale, che lo ritraevano con indosso le uniformi delle varie Forze dell'Ordine. Le foto servivano ai complici per conquistare la fiducia della vittima.

La tecnica era ben collaudata: un complice ha telefonato all'anziana fingendosi un appartenente alla Guardia di Finanza, paventando presunti accertamenti criminali sul marito. Quest'ultimo è stato convinto ad allontanarsi da casa con il pretesto di recarsi in caserma, mentre la donna, rimasta sola e in forte stato di agitazione, è stata indotta a raccogliere tutti i gioielli per una presunta verifica. Poco dopo si è presentato alla porta l'arrestato, qualificandosi come carabiniere, che ha sottratto i preziosi prima di essere intercettato dalla Polizia.

Il raggiro della rapina inventata nel quartiere Crocetta

Una dinamica speculare è stata registrata nel secondo intervento della Squadra Mobile, che ha portato all'arresto in flagranza di un cittadino italiano di quarantuno anni per furto aggravato in concorso. Anche in questo caso l'uomo è stato notato a Porta Nuova prima di salire su un taxi diretto in via Vespucci, nel quartiere Crocetta. Dopo aver citofonato alla vittima e aver passato circa dieci minuti nello stabile, il malvivente è uscito di corsa verso corso De Gasperi, dove i poliziotti lo hanno fermato.

La perquisizione ha permesso di rinvenire quattro anelli d'oro e 1.100 euro in contanti. Gli accertamenti hanno svelato il meccanismo: l'anziano proprietario era stato contattato al telefono da un finto "Capitano dei Carabinieri" che segnalava il ritrovamento di un suo documento d'identità in una zona centrale di Torino, teatro di una presunta rapina. Per verificare la provenienza dei beni, il telefonista ha intimato all'uomo di riporre tutti gli oggetti preziosi sul letto. Nel frattempo, il quarantunenne è entrato nell'abitazione, ha sottratto l'oro e il denaro ed è fuggito, venendo però bloccato dagli agenti, che hanno restituito l'intera merce al legittimo proprietario.

Il vademecum della Polizia di Stato per difendersi dalle truffe

In occasione di questi arresti, la Polizia di Stato ha rinnovato l'appello alla cittadinanza, invitando in particolare i figli e i nipoti a informare i parenti più anziani sulle tecniche di truffa utilizzate. La prevenzione resta l'arma più efficace per proteggere le fasce deboli.

  • Le Forze dell'Ordine non chiedono mai denaro o gioielli: nessun operatore si presenterà a casa per riscuotere somme, cauzioni o risarcimenti, né mostrerà immagini digitali in divisa per accreditarsi.
     
  • Attenzione alle telefonate sospette: se un sedicente poliziotto o maresciallo chiede beni materiali per aiutare un parente o per visionare preziosi, occorre mantenere la calma e interrompere subito la comunicazione.
     
  • Verificare sempre le identità: non aprire la porta a sconosciuti, anche se muniti di tesserini o divise. In caso di dubbio, contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l'effettiva appartenenza del soggetto alle istituzioni.

Redazione

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