La sanità territoriale protagonista del dibattito organizzato a Camporosso a Bigauda, con un incontro dedicato alle criticità che il sistema regionale sta affrontando anche a seguito della riforma. A prendere la parola i consiglieri regionali Enrico Ioculano, Carola Baruzzo, Armando Sanna, Stefania Russo, membro della Segreteria Provinciale PD con delega alla sanità e Giuseppe Trucchi, ex dirigente medico, che si sono scagliati contro le ultime riforme, criticando le scelte fatte con riferimento chiaro al presidente di Regione Marco Bucci. E a sentire Ioculano pare che la battaglia per la sanità stia unendo tutta la politica territoriale: "C'è una vocazione da parte della giunta ad accentrare e l'ultima uscita è quella dell'accorpamento dei distretti sociosanitari. E notizia freschissima è che in una riunione dell'Anci i sindaci avrebbero bloccato i lavori, dicendo che questa proposta è inammissibile. Si parla di riorganizzazione, ma quali sono gli effetti sul cittadino? Preoccupa questa vocazione all'accentramento totale, che porta danni soprattutto a zone periferiche come la nostra".
A quanto riporta il consigliere regionale il rifiuto alla proposta arriva davvero da tutte le direzioni, sia politiche che geografiche: da Ventimiglia a La Spezia è stato espresso il dissenso per la proposta , portando l'assessore regionale Massimo Nicolò a rimandare la conferenza Ats.
Aspetto definito critico nel corso dell'incontro è la "paralisi del territorio": "I numeri del nostro territorio sono tragici - spiega Stefania Russo - con migliaia di cittadini che hanno rinunciato alle cure per liste di attesa troppo lunghe, spese elevate e disagio di accedere ai servizi da parte delle categorie fragili. Avevamo un'Asl che spesso abbiamo criticato, ma c'era una direzione strategica con cui potersi confrontare. Ora non è più così: abbiamo un'area 1 che fa parte del macrosettore e il responsabile dell'area non ha potere decisionale. La nostra sanità viene decisa da Bucci, non più da noi".
L'obiettivo espresso è quello di rendere attrattiva un'area che sta affrontando una profonda crisi demografica per gli operatori del settore, oltre a rendere la sanità elemento centrale di ogni forma di politica, attraverso una collaborazione tra tutti gli enti pubblici del territorio.
Il tema della vicinanza è stato al centro anche dell'intervento di Giuseppe Trucchi, che si è concentrato sulle strutture sanitarie locali, indicandole come patrimonio da mantenere.
Carola Baruzzo ha posto l'accento sul ruolo dell'indebolimento dei sindaci: "La nostra Regione ha caratteristiche diverse tra le varie province e a volte anche all'interno delle stesse. Sono contenta che i sindaci abbiano fatto sentire la propria voce di dissenso: noi gridavamo all'allarme già a dicembre e credo che questo modello accentratore non sia la scelta giusta, portando a ridurre le decisioni a un nocciolo sempre più piccolo, ma non si può essere sia giocatori che arbitri".
A chiudere è stato Armando Sanna, capogruppo regionale del Pd: "Questo accentramento sta impoverendo la nostra Regione: questo disservizio costa milioni di euro di persone che si allontanano dalla nostra sanità per curarsi fuori Regione. La sanità è un ingranaggio che deve essere perfetto e parlare col territorio, cosa che così non può avvenire, tanto che gli stessi sindaci si sono opposti, sia di centrodestra che di centrosinistra. La nostra trattativa è in piedi nel momento in cui arrivano proposte e arrivano risposte: oggi è facile fare campagna elettorale sulla sanità, ma il discorso non deve essere questo. Dobbiamo cercare un sistema che funziona".
L'incontro ha visto la presenza di diversi interessati tra cui anche il dottor Claudio Battaglia e Costanza Pireri, presidente Lilt Sanremo e Imperia.



























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