Ventidue anni di attività non si cancellano in qualche mese di stop. Per Simone Rattalino, ex tecnico tra le altre di Andora e Borghetto, questa stagione lontano dalla panchina è stata un misto di nostalgia, riflessione e voglia di ripartire. L'obiettivo è di tornare presto in pista, ma con le dovute condizioni.
Mister, premere sul freno dopo 22 anni a pieno ritmo non dev'essere stato semplice.
"Dico la verità: inizialmente ho patito, e anche tanto. Mi è mancata soprattutto la fase di pre-preparazione, l'estate, quel brivido che ti accompagna quando stai per ricominciare una nuova avventura. Ventidue anni di fila sono tanti, fermarsi di colpo ti destabilizza. Poi, però, col passare dei mesi le cose cambiano."
Com'è stato l'impatto da fuori?
"Ho visto qualche partita, anche se non tantissime. Sono andato a seguire l'Albingaunia e il Borghetto, due realtà a cui sono legato. Spero con tutto il cuore che le cose vadano per il meglio ai granata: si meritano di conquistare la salvezza. Osservando le partite senza un coinvolgimento diretto, però, la prospettiva cambia radicalmente: si gioca pochissimo a pallone, il gioco effettivo sarà sì e no di 15 o 20 minuti, a causa soprattutto di proteste e innumerevoli interruzioni. Poi chiaro, quando il livello tecnico si alza un pochino si vede anche qualcosa di meglio, ma in generale il panorama non è dei migliori."
Le dinamiche familiari, fortunatamente positive, hanno imposto una scelta
"Assolutamente sì. L'anno scorso non potevo accettare proposte a nessun livello. Chi mi conosce sa quanto tempo e quanta energia dedico alla squadra quando sposo un progetto. Con due bambini piccoli, e un neonato arrivato a novembre, non avrei potuto garantire il mio standard. In 22 anni ho saltato due allenamenti in totale: o le cose le faccio al cento per cento, o non le faccio. Non sono uno che si dà all'ottanta, non sono fatto così.
Ora a spingere per vedermi fuori di casa è mia moglie – sorride il mister – ma il panorama locale non è dei più incoraggianti"
Ti è dispiaciuto non essere protagonista in questa stagione? È stato un campionato di Prima Categoria comunque molto competitivo nelle zone alte.
"Sì, è stato un bel campionato, molto combattuto. Affrontare realtà come la Virtus Sanremese o il Ventimiglia, piazze che sono chiaramente di passaggio in queste categorie, è sempre stimolante. Anche gli anni scorsi le partite più belle le ho vissute quando dall'altra parte c'erano squadre e allenatori con cui era bello confrontarsi, al di là del risultato: penso a Loris Chiarlone con il Cengio, o a Vindigni con la Golfo Dianese, capace in questi anni di abbinare un ottimo calcio alla valorizzazione dei giovani."
Quindi, guardando al futuro prossimo, Simone Rattalino resta alla finestra?
"Non c'è l'ansia di dover rientrare a tutti i costi. Mi piacerebbe però trovare un a realtà che possa durare nel tempo, che non limite il proprio orizzonte al domani. Vorrei creare qualcosa di duraturo: una prospettiva che a parole molti promettono ma che poi nei fatti non realizzano mai. Per fare questo serve una società che abbia fiducia nel sottoscritto e, soprattutto, che abbia la reale voglia di fare qualcosa di concreto ed efficace. Vediamo cosa succederà, le occasioni sono poche, ma l'entusiasmo resta forte."













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