I conti del Teatro Carlo Felice tornano in consiglio regionale, dopo la burrascosa seduta di martedì scorso, quando il DDL 104 della Regione. – che riconosce alla Fondazione un contributo integrativo di un milione di euro per le attività svolte del 2025, citando esplicitamente anche “il Festival internazionale del balletto di Nervi”- si è arenato in aula.
Uno stallo dovuto soprattutto ai dubbi sollevati dalla minoranza sulla formulazione del documento, nello specifico il riferimento ai Balletti di Nervi, sul quale l'opposizione si era astenuta in Commissione e la mancata pianificazione Tutto in una discussione in aula, schermaglia tra maggioranza e opposizione, non priva di frecciate ironiche, provocazioni e e riferimenti a"tutine da ballo", fino, alle citazioni di Giacomo Leopardi e Checco Zalone.
"Il disavanzo è di 2,4 su bilancio 2025 - ha spiegato il presidente Marco Bucci - questo disavanzo dipende da spese fatte e diverse da quelle a bilancio preventivo, approvato a dicembre 2024 per l'anno 2025, e che comprendevano anche i Balletti di Nervi. C'è stata una richiesta ufficiale, riportata in assemblea, di 500 mila euro per i balletti di Nervi del 2025. Quindi questo milione serve per recuperare quei 500 mila 2025 richiesti dal Comune di Genova ". Bucci evidenzia poi che su un bilancio di circa 25 milioni , circa 2,7 derivano da bigliettazione, intorno al 10%. "E' una decisione politica quella di finanziare queste attività culturali - ha concluso Bucci – Quando mi sono insediato al Comune di Genova, il Carlo Felice aveva 35 milioni di debito, di cui 11 milioni di contributi Inps non pagati. Noi, con sforzo incredibile, da quei 36 milioni siamo arrivati alla situazione di oggi".
Il capogruppo del Pd Armando Sanna ha illustrato un emendamento, firmato da tutti i capigruppo di opposizione, bocciato dal voto in aula, chiedendo lo stralcio del riferimento ai Balletti di Nervi. "Quello che chiediamo con questo emendamento – ha spiegato Sanna - è che venga tolto il riferimento ai balletti di Nervi dal DDL. Il motivo è che questo riferimento nel DDL è un di più, a nostro avviso, questa dicitura non è pertinente all'interno del dispositivo. Quindi chiediamo di stralciarla". Sanna ha evidenziato poi che il DDL, così come è formulato, determinerebbe una disparità di trattamento fra i diversi oneri e creditori della Fondazione la cui gerarchia è disciplinata dal Codice civile e non dalla normativa regionale.
Il provvedimento è passato con il voto della maggioranza, dopo con un confronto serrato tra opposizione e maggioranza con richiami ad un consiglio regionale che per l'opposizione diventa "salvagente per risolvere criticità determinate da amministrazioni che oggi guidano l'amministrazione regionale" o il fatto che il contributo diventi strutturale per il futuro". E ancora il riferimento a una "Regione che è una specie di bancomat" mentre ci sarebbero strumenti di programmazione che non sono stati utilizzati.
Attacchi ai quali la maggioranza ha replicato a difesa del provvedimento, ritenuto "azione di grande responsabilità " a tutela di un'istituzione come quella della Fondazione "che si è sempre cercato di salvare"e una decisione "volta al futuro" e una difesa di una "cultura che fa fatica a restare in piedi con le proprie gambe". Sullo sfondo resta intanto, come citato da Davide Natale (Pd) l'esposto in Procura presentato dalla sindaca di Genova Silvia Salis e dal sovrintendete Michele Galli sulla vecchia gestione del Carlo felice e quello presentato alla Corte dei Conti.




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