Il Nazionale

Cronaca | 08 aprile 2026, 10:42

La conferma dal Dna: è di Amalia Bergalla il corpo rinvenuto nell’auto andata a fuoco a San Benigno

La 60enne di Saluzzo era stata trovata senza vita all’interno dell’utilitaria distrutta da un incendio vicino al cimitero della frazione cuneese. Gli inquirenti proseguono gli accertamenti per chiarire la dinamica della tragedia

La conferma dal Dna: è di Amalia Bergalla il corpo rinvenuto nell’auto andata a fuoco a San Benigno

Ha confermato l’ipotesi della prima ora, portando all’identificazione della 60enne di Saluzzo Amalia Bergalla, l'analisi del Dna effettuata sul corpo carbonizzato rinvenuto all’interno della Fiat Panda di proprietà della donna, distrutta da un incendio nella tarda serata di domenica 29 marzo nei pressi di un frutteto vicino al cimitero della frazione San Benigno di Cuneo.

L’allarme era scattato poco prima delle 23, quando alcuni residenti della zona avevano udito un forte boato e visto le fiamme avvolgere la vettura. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco, che una volta spento l’incendio avevano fatto la scoperta del corpo all’interno dell’abitacolo ormai completamente distrutto.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna sarebbe rientrata a Saluzzo nella prima serata dopo aver partecipato a una gita organizzata a Sanremo. Intorno alle 22 la sua auto sarebbe stata ripresa da alcune telecamere mentre tornava verso Cuneo. Proprio all’altezza di San Benigno un automobilista avrebbe notato la Panda procedere a velocità particolarmente ridotta. Poco dopo il boato e l’incendio che ha distrutto il veicolo. Il corpo era stato rinvenuto sul sedile del conducente con la cintura di sicurezza allacciata dopo che i vigili del fuoco avevano domato il rogo.

Gli accertamenti disposti dalla Procura di Cuneo hanno ora sgombrato ogni residuo dubbio circa l’identità della persona trovata all’interno dell’auto. Gli investigatori stanno proseguendo le indagini volte a ricostruire con precisione la dinamica di quanto accaduto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti resta quella di un gesto anticonservativo, ma al momento nessuna pista viene esclusa.

Redazione

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