Quando già si pensava che il seggio in Regione di Claudio Sacchetto fosse andato perduto, ecco arrivare una probabile (e per lui gradita) sorpresa nell’uovo di Pasqua.
Le convulse trattative in corso in seno a Fratelli d’Italia indicano che la quadratura del cerchio sia stata (quasi) trovata per salvare lo scranno al consigliere regionale cuneese.
Al posto di Elena Chiorino, la biellese travolta dallo scandalo “Le 5 forchette” insieme al sottosegretario Andrea Delmastro, dovrebbe entrare in giunta la novarese Daniela Cameroni.
Con tutta probabilità l’avvicendamento comporterà con un rimescolamento di deleghe per l’esecutivo di centrodestra guidato dal forzista Alberto Cirio.
Si tratta di un complesso gioco d’incastro, tutto interno ai Fratelli, che deve salvaguardare le quote di genere e non turbare troppo i già precari equilibri nel partito di Giorgia Meloni dopo la decapitazione del gruppo biellese.
Cameroni, come Chiorino e Sacchetto, era candidata nel listino del presidente Cirio.
Se l’operazione “Salvate il soldato Sacchetto” – voluta con la regìa a distanza del ministro Guido Crosetto (così riferiscono autorevoli e fondate indiscrezioni) andrà in porto, il consigliere regionale potrà mantenere il suo posto e la presidenza della Commissione Agricoltura e Attività produttive.
Tuttavia, la vicenda lascia più di uno strascico nel partito, dove si è registrata una sostanziale assenza della segreteria regionale.
Lo stesso Cirio – a fronte della crisi che coinvolto la vicepresidente – ha infatti preferito interloquire con Via della Scrofa, nella fattispecie con Giovanni Donzelli e Arianna Meloni.
È stato il presidente – ci si chiede – a scavalcare i vertici regionali oppure sono stati questi, pilatescamente, a chiamarsi fuori pur trattandosi di questione strettamente piemontese?
Risulta, al riguardo, che il disappunto di Crosetto – alle prese con questioni di ben altra portata sul piano internazionale - non sia mancato.
Concluso il ponte pasquale vedremo se le notizie di queste ore troveranno o meno conferma.
Così come si capirà se ci saranno conseguenze sugli assetti nelle segreterie, regionale (e forse anche provinciale), di cui si vocifera da qualche settimana a questa parte.













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