Prosegue incessante l’azione della Guardia di Finanza a tutela della legalità economica e del corretto funzionamento del mercato del lavoro, con un’attenzione costante al contrasto delle forme di sfruttamento della manodopera e delle distorsioni della concorrenza.
Nei primi mesi del 2026, i finanzieri del Comando Provinciale di Varese hanno ulteriormente intensificato, sull’intero territorio provinciale, gli interventi ispettivi finalizzati al contrasto del lavoro sommerso e delle irregolarità nei rapporti di impiego. Le attività hanno interessato numerosi esercizi commerciali e realtà imprenditoriali nei comuni di Gazzada Schianno, Buguggiate, Tradate, Saronno, Malnate, Cantello, Busto Arsizio, Vizzola Ticino, Luino, Gallarate, Vergiate, Sesto Calende e Cassano Magnago operanti in diverse categorie merceologiche, tra cui il commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca, la gestione di parcheggi e autorimesse, la gestione di piste e sale da ballo, la realizzazione di coperture edilizie, il trasporto di merci su strada, la ristorazione, il lavaggio di autoveicoli nonché il commercio ambulante di abbigliamento.
Gli accertamenti condotti hanno consentito di individuare 32 lavoratori completamente “in nero”, privi di qualsiasi preventiva comunicazione di assunzione, nonché ulteriori 14 lavoratori irregolari, impiegati con modalità non conformi alla normativa vigente. Nel complesso, i lavoratori coinvolti risultano essere 15 italiani e 31 stranieri, provenienti da Cina, Pakistan, Albania, Turchia, Ecuador, Egitto e Tunisia.
Tra questi, sono stati riscontrati 3 soggetti privi di regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale. Oltre a ciò, nell’ambito delle attività ispettive, un lavoratore privo di regolare contratto e percettore di reddito di cittadinanza è stato segnalato sia all’Autorità Giudiziaria per aver ottenuto indebitamente il beneficio che all’INPS per la revoca dell’indennità e la contestuale restituzione delle somme ricevute. Le violazioni rilevate hanno determinato l’attivazione delle previste procedure amministrative nei confronti dei datori di lavoro responsabili, nonché la segnalazione agli enti competenti per gli ulteriori adempimenti del caso.
In particolare, in 15 distinti interventi, è stato adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, a seguito del riscontro di una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 10% del totale della forza lavoro impiegata. In 3 circostanze, i datori di lavoro hanno provveduto al pagamento immediato delle sanzioni, ottenendo così la revoca del provvedimento e la possibilità di proseguire l’attività.
Le irregolarità accertate comportano l’applicazione di sanzioni amministrative che, complessivamente, ammontano a oltre 177.000 euro a cui si deve aggiungere il recupero dei contributi previdenziali e assicurativi non versati. Inoltre, in tre casi, i rappresentanti legali delle imprese coinvolte sono stati anche segnalati all’Autorità Giudiziaria competente per violazioni del Testo Unico sull’Immigrazione.
L’attività delle Fiamme Gialle si propone di raggiungere due obiettivi fondamentali: contrastare la diffusione dell’illegalità e dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nel rispetto della normativa vigente, nonché proteggere i lavoratori, quali parti più vulnerabili nei rapporti di lavoro. Questi ultimi, infatti, accettando di prestare la propria attività in modo irregolare o “in nero”, rinunciano alle necessarie coperture previdenziali e assicurative, con conseguenze estremamente gravi sia sulle legittime aspettative relative al conseguimento dei requisiti pensionistici sia sulle garanzie in materia di infortuni sul lavoro..













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