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Politica | 02 marzo 2026, 13:47

Caos pannoloni in Piemonte: l'odissea delle famiglie tra ordini fantasma e call center muti Monica Canalis (Pd): “Disservizio inaccettabile che calpesta la dignità dei più fragili”

Gli utenti sono costretti ad acquistare gli ausili di tasca propria. L'Asl di Asti azienda capofila per la distribuzione

Caos pannoloni in Piemonte: l'odissea delle famiglie tra ordini fantasma e call center muti Monica Canalis (Pd): “Disservizio inaccettabile che calpesta la dignità dei più fragili”

 Non è un caso isolato, ma una vera e propria emergenza regionale che sta colpendo migliaia di famiglie piemontesi.

 Il sistema di distribuzione degli ausili per l'incontinenza, gestito attraverso un appalto centralizzato, è finito nel mirino delle critiche per ritardi cronici, mancate consegne e un'assistenza clienti definita dai cittadini come "un muro di gomma".

Al centro della bufera c'è la gestione delle forniture a domicilio, un servizio vitale per anziani e persone non autosufficienti che, in molti casi, attendono invano da oltre due mesi il materiale loro spettante di diritto.

Il grido d'allarme della consigliera Monica Canalis

Sulla questione è intervenuta con fermezza la consigliera regionale del Partito Democratico, Monica Canalis, che ha denunciato la gravità della situazione: “Il diritto alla salute e alla dignità delle persone non autosufficienti non può essere messo a rischio da inefficienze gestionali o logistiche. Riceviamo quotidianamente segnalazioni di famiglie disperate che, dopo decine di telefonate a vuoto ai call center, sono costrette a comprare i presidi a proprie spese. È un disservizio inaccettabile che colpisce le fasce più fragili della nostra popolazione e su cui la Regione deve intervenire con urgenza per garantire la continuità delle forniture”.

Secondo la consigliera, il problema risiede in un sistema di gara regionale che, nonostante i tentativi di riorganizzazione partiti proprio dall'Asl di Asti (azienda capofila per la distribuzione in tutto il Piemonte), non riesce ancora a smaltire l'ingente mole di ordini inevasi accumulatisi a causa delle inadempienze dei gestori.

L'odissea di un utente: 30 telefonate per un "no"

A dare voce a questo disagio è la testimonianza diretta di un cittadino che ha fatto arrivare la sua testimonianza alla consigliera. 

 La moglie, costretta su una sedia a rotelle, non riceve i pannoloni dal 13 dicembre scorso. 

Nel carteggio allegato alla segnalazione, l'uomo descrive scene ai limiti dell'assurdo: “Per contattare il call center una persona deve provare almeno 20 o 30 volte. Quando rispondono, dicono che il problema è segnalato, ma la fornitura non arriva mai. Il corriere sostiene persino di aver consegnato, ma la farmacia smentisce tutto. Abbiamo dovuto sopperire acquistando di tasca nostra i pannoloni per due mesi, trovo questa situazione estenuante e umiliante” .

Nonostante l'avvicendamento di ditte nel corso dell'ultimo anno, la mole di arretrati — che in tutto il Piemonte supererebbe i 10.000 ordini inevasi — continua a pesare come un macigno sulla vita quotidiana dei pazienti e dei loro caregiver.

 L'appello lanciato alle istituzioni è univoco: non si può permettere che la burocrazia e i problemi logistici ricadano sulle spalle di chi non ha voce per difendersi.

Betty Martinelli

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