Il divieto di balneazione esteso all’intero litorale di Taggia entra in Consiglio comunale e accende lo scontro politico. Durante le comunicazioni del sindaco, Mario Conio ha aggiornato l’aula sugli accertamenti avviati dopo il superamento dei valori degli enterococchi intestinali rilevato da Arpal il 4 agosto. Subito dopo, il consigliere di opposizione Gabriele Cascino ha chiesto le dimissioni dell’assessore al Demanio Manuel Fichera, individuando nella successione degli eventi degli ultimi anni una responsabilità politica complessiva nella gestione del comparto.
Una richiesta respinta sia dal primo cittadino, che ha confermato la propria fiducia all’assessore, sia dallo stesso Fichera: “Non ho alcuna intenzione di dimettermi. Se sentissi di essere corresponsabile sarei il primo a fare un passo indietro, ma in questo caso non ci sono responsabilità imputabili al mio operato o a quello degli uffici”.
Sul piano tecnico, intanto, resta l’attesa. Arpal ha effettuato questa mattina il prelievo suppletivo e il risultato dovrebbe arrivare tra venerdì sera e sabato mattina. Se i valori rientreranno nei limiti di legge, il Comune potrà revocare l’ordinanza e già da sabato si dovrebbe tornare in acqua lungo il litorale taggiasco.
Conio: “Nessuna anomalia nella rete e nel depuratore”. Il sindaco ha aperto il proprio intervento ricostruendo le iniziative assunte dall’amministrazione immediatamente dopo la comunicazione di Arpal. Il controllo ordinario del 4 agosto ha rilevato 300 UFC ogni 100 millilitri per gli enterococchi intestinali, a fronte di un limite di legge fissato a 200. Un superamento contenuto, ma sufficiente a rendere obbligatoria l’emissione dell’ordinanza cautelativa.
“Nell’immediatezza dell’accaduto abbiamo richiesto con una nota scritta una relazione a Rivieracqua, per comprendere se si fossero verificate anomalie nel sistema idrico integrato – ha spiegato Conio –. Il riscontro è arrivato oggi in maniera tempestiva e riferisce che non sono state riscontrate anomalie. In particolare, non sono emersi episodi di sversamento e il quadro restituito è quello di un funzionamento ottimale del nostro impianto di depurazione e fognario”.
Una comunicazione che, nelle parole del sindaco, produce sensazioni contrastanti. Da una parte esclude malfunzionamenti conosciuti della rete fognaria e del depuratore; dall’altra lascia ancora senza spiegazione l’origine dell’alterazione rilevata nel campione.
“Questo da un lato tranquillizza, dall’altro preoccupa – ha ammesso –. Nella nostra storia abbiamo registrato pochi casi simili: uno nel 2021 e poi quello di giugno 2026, quando però la causa era chiara e circoscritta al problema fognario. Se il depuratore e la rete funzionano, dobbiamo capire che cosa abbia determinato questo risultato”.
Nuovi campioni, il risultato tra venerdì e sabato. Come previsto dalle procedure, il Comune ha richiesto ad Arpal un nuovo campionamento. I tecnici hanno effettuato i prelievi suppletivi questa mattina, ma sarà necessario attendere i tempi di laboratorio richiesti per l’analisi dei campioni.
“L’esito, che auspichiamo favorevole, dovrebbe arrivare tra venerdì sera e sabato mattina – ha proseguito Conio –. Se i valori rientreranno nei parametri potremo revocare il divieto. Stiamo vivendo una situazione drammatica e un momento di grande complessità, ancora di più perché non abbiamo un ‘nemico’ da combattere. A giugno sapevamo quale fosse il problema e come intervenire; oggi la situazione è molto più sfumata”.
L’attesa pesa soprattutto sul comparto balneare, già alle prese con disdette, richieste di cancellazione e turisti che scelgono di spostarsi nelle località vicine per poter fare il bagno. Il secondo divieto dall’inizio dell’estate arriva inoltre a ridosso di Ferragosto, uno dei momenti decisivi per stabilimenti e attività turistiche.
Cascino: “Momento epocale, serve una responsabilità politica”. Dopo l’informativa del sindaco ha preso la parola Gabriele Cascino. Il consigliere ha condiviso la gravità della situazione descritta da Conio, ma ha spostato la discussione sul terreno politico.
“Concordo con il sindaco quando afferma che stiamo vivendo un momento drammatico – ha esordito –. Avere due divieti di balneazione durante la stessa stagione è un colpo durissimo per il comparto più importante della nostra economia e del nostro territorio. Quando ero assessore regionale al Demanio ho potuto constatare che Arma ha alcune delle spiagge più belle della Liguria”.
Cascino ha ricordato che, sulla base dei dati raccolti, negli ultimi quindici anni i divieti sarebbero stati registrati nel 2015, nel 2021 e già due volte nel corso del 2026. Una frequenza che, a suo giudizio, rischia di lasciare conseguenze sulla percezione della località anche qualora le nuove analisi dovessero risultare favorevoli.
“Ci auguriamo tutti che sabato si possa tornare in acqua – ha precisato –. Ma molti operatori hanno già ricevuto disdette e richieste di cancellazione. Sono convinto che anche ad agosto perderemo introiti e prenotazioni. Si tratta di un momento epocale, e non credo di esagerare”.
L’esponente dell’opposizione ha riconosciuto l’assenza, allo stato attuale, di responsabilità personali accertate per quanto rilevato da Arpal. Ha però rivendicato il diritto e il dovere della minoranza di chiamare la maggioranza alle proprie responsabilità politiche. “Voi amministrate e noi facciamo opposizione. Questo episodio può anche essere frutto di circostanze sfortunate, ma una responsabilità politica nella tutela del territorio esiste”.
Dalla Bandiera Blu alle spiagge libere attrezzate. Cascino ha inserito il divieto di balneazione all’interno di una critica più ampia alla gestione del Demanio. Nel proprio intervento ha richiamato la perdita della Bandiera Blu nelle stagioni precedenti, le procedure relative alle spiagge libere attrezzate e il contenzioso avviato da un operatore nei confronti di Amaie Energia e notificato anche al Comune.
“Non sto affermando che questi fatti siano direttamente collegati tra loro – ha precisato –. Sono però tasselli della gestione complessiva del Demanio. Da qualche tempo le cose stanno andando male e credo sia necessario dare un segnale al comparto”.
Da qui la richiesta rivolta direttamente a Manuel Fichera: “Qualche testa politicamente deve cadere. Chiedo che l’assessore al Demanio si dimetta. Non è una questione personale: l’assessore potrebbe chiamarsi Fichera, Cascino o Alberti. Quei ruoli si occupano pro tempore e comportano una responsabilità. Quando le cose girano male ci si dimette e si dà un segnale”.
Secondo Cascino, la richiesta non equivale ad attribuire all’assessore la responsabilità materiale dell’inquinamento, ma a chiedere un “mea culpa politico” per il complesso degli eventi verificatisi nel settore.
Conio conferma la fiducia a Fichera. Il sindaco ha replicato difendendo apertamente l’operato dell’assessore. “Da parte mia, Fichera svolge un ruolo delicato e lo fa nel migliore modo possibile – ha affermato –. Legare la richiesta di dimissioni al divieto di balneazione significa cercare un momento polemico quando non ce n’è bisogno”.
Conio ha inoltre escluso qualsiasi collegamento tra la situazione attuale e i lavori in corso nell’area del torrente Argentina, compreso il bypass realizzato nell’ambito del cantiere. “Le parole contano, ma gli scritti rimangono – ha sottolineato –. Rivieracqua ci ha confermato che non si sono verificate anomalie. Il problema di questi giorni non ha nulla a che vedere con i lavori sul torrente Argentina e il lavoro di controllo attribuito all’assessore è stato svolto costantemente. A oggi questo inquinamento biologico non ha una causa conosciuta”.
Il primo cittadino ha poi risposto punto per punto alle contestazioni di Cascino. Ha ricordato che la Bandiera Blu era stata persa in seguito al mancato raggiungimento del requisito della qualità “eccellente” delle acque, condizionato dall’episodio del 2021, e ha sottolineato che quella circostanza risale al precedente mandato amministrativo.
“Con tutto il rispetto, il problema della non balneabilità non ha nulla a che vedere neppure con Amaie Energia. Se le motivazioni delle dimissioni sono il cantiere del ponte, le spiagge libere attrezzate e la Bandiera Blu, sarebbero peraltro dimissioni un po’ tardive”.
“Il fenomeno riguarda più comuni, porteremo il tema in Provincia”. Al di là dello scontro politico, Conio ha espresso una preoccupazione più ampia. Il sindaco ha infatti osservato come episodi di non balneabilità abbiano interessato anche altri comuni della provincia, tra i quali Sanremo e Imperia.
“Quando dico che sono preoccupato, lo dico sinceramente – ha spiegato –. Non abbiamo una causa che ci permetta di comprendere che cosa sia successo. Noto però che episodi analoghi si stanno verificando da noi, a Imperia e a Sanremo. Ho la sensazione che esista un contesto generale in deterioramento”.
Conio ha annunciato l’intenzione di portare la questione su tavoli istituzionali più ampi, a cominciare da quello provinciale: “Potrebbe essere una sensazione sbagliata, ma questi fenomeni si stanno verificando troppe volte nella nostra provincia. Ho un’inquietudine: non riesco a capire che cosa stia succedendo e questo non mi piace”.
Fichera: “Non mi dimetto, abbiamo lavorato per tutelare il territorio”. L’assessore Manuel Fichera ha infine preso la parola per rispondere direttamente alla richiesta di Cascino. “Non ho assolutamente intenzione di dimettermi e voglio spiegare perché – ha dichiarato –. Il primo divieto è derivato da un evento straordinario, legato a un cantiere che non era del Comune. Ci siamo trovati ad affrontare una situazione non prevedibile e abbiamo stanziato 20mila euro, risorse che non sono state messe da altri soggetti, tutelandoci contemporaneamente in tutte le sedi opportune”.
Fichera ha rivendicato l’attività svolta dall’ufficio Demanio, sotto il coordinamento del sindaco, sia durante l’emergenza di giugno sia nell’attuale fase di verifica. “Il secondo caso è altrettanto imprevedibile. Non potevamo conoscere prima il risultato dei campionamenti. Se ritenessi di essere corresponsabile, sarei il primo a compiere un passo indietro. Ma nulla di quanto fatto dall’assessorato o dagli uffici ha provocato un danno all’esterno”.
L’assessore ha respinto anche le critiche relative alla Bandiera Blu e alle spiagge libere attrezzate: “In questi anni gli uffici hanno lavorato e hanno riconquistato la Bandiera Blu. Non è un risultato automatico né scontato: dietro c’è stato un lavoro enorme. Le spiagge libere attrezzate stanno funzionando e, se emergeranno elementi da valutare nei rapporti con Amaie Energia, li esamineremo”.
Cascino: “La mia resta una richiesta politica”. L’ultimo scambio non ha avvicinato le posizioni. Cascino ha ribadito di non aver contestato il lavoro tecnico degli uffici né attribuito a Fichera una colpa diretta.
“Non sto dicendo che sia colpa dell’ufficio o una responsabilità personale dell’assessore – ha concluso –. Parlo di responsabilità politica oggettiva. Se il ragionamento fosse che ci si dimette soltanto quando si ha una colpa materiale, nella storia della Repubblica non si sarebbe mai dimesso nessuno. La mia è e rimane una richiesta politica”.
La maggioranza ha però chiuso il confronto confermando la fiducia a Fichera. La risposta più urgente, adesso, dovrà arrivare dai laboratori di Arpal: se il nuovo campionamento avrà esito favorevole, da sabato il mare di Arma potrebbe tornare accessibile. Il confronto sulle responsabilità politiche, invece, è destinato a proseguire anche dopo la possibile revoca dell’ordinanza.












