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Eventi e Turismo | 20 febbraio 2026, 07:21

Sanremo, effetto Festival anche in cucina: arrivano l’Antico Vinaio e chef Ruben, entusiasmo social ma timori tra i ristoratori

Tommaso Mazzanti (All'Antico Vinaio) apre un temporary shop in via Nino Bixio e valuta uno store stabile in Liguria. Ruben Bondì sbarca in via Carli con il suo menù romano “a due passi dall’Ariston”. Ma tra i residenti e i commercianti non mancano le perplessità

Sanremo, effetto Festival anche in cucina: arrivano l’Antico Vinaio e chef Ruben, entusiasmo social ma timori tra i ristoratori

Sanremo si prepara alla settimana più intensa dell’anno e, insieme alla musica, accende anche i fornelli. Dopo l’annuncio di Tommaso Mazzanti, patron de l’Antico Vinaio, è arrivato quello di Ruben Bondì, meglio conosciuto sui social come “Cucina con Ruben”. Due nomi di primo piano del panorama gastronomico italiano che hanno scelto la città dei fiori per aprire, per la sola settimana del Festival, un ristorante temporaneo. Un’operazione che conferma come il Festival non sia soltanto musica, ma anche vetrina economica e commerciale capace di attrarre brand, influencer e imprenditori da tutta Italia.

All’Antico Vinaio testa la Liguria. Nel promuovere il suo temporary shop in via Nino Bixio, Mazzanti ha spiegato che l’apertura sanremese rappresenterà anche un test in vista di una possibile espansione stabile in Liguria, regione che ancora manca nel lungo elenco di città e metropoli dove il marchio è sbarcato negli ultimi anni. Da Firenze a Milano, da Roma a Torino, passando per New York, Las Vegas, Los Angeles e Dubai: l’Antico Vinaio è ormai un brand internazionale. La Liguria, però, non figura ancora tra le sedi ufficiali. Sanremo potrebbe dunque trasformarsi in banco di prova per valutare il gradimento del pubblico locale e dei tanti visitatori della settimana festivaliera.

Ruben Bondì porta il menù romano a due passi dall’Ariston. Parallelamente, Ruben Bondì – diventato celebre durante la quarantena per le sue ricette preparate sul balcone di casa e condivise quotidianamente sui social – ha annunciato l’apertura in via Carli 24, “a pochi passi dall’Ariston e dal Casinò”, come scritto su Instagram. Pranzo e cena con menù romano, formula pop-up, contatto diretto con i follower che da anni lo seguono online: anche in questo caso l’effetto social è parte integrante dell’operazione. I più giovani, cresciuti con i video virali dello chef, hanno accolto con entusiasmo l’arrivo in città.

Tra entusiasmo e malumori. Le due aperture – che si aggiungono a numerose altre iniziative gastronomiche previste durante la settimana del Festival – hanno però acceso anche un dibattito sui social. Accanto ai commenti entusiasti dei fan, non sono mancati i mugugni. “Che tristezza, una settimana e se ne va”, scrive un utente su Facebook. Un altro osserva: “E ai ristoranti presenti tolgono i dehors…”. Un malcontento che richiama le preoccupazioni espresse nelle scorse settimane da Confcommercio Sanremo. In particolare, Andrea Di Baldassare aveva lanciato un messaggio chiaro: bene il business e le opportunità legate al Festival, ma senza penalizzare i commercianti storici della città. Un invito alle istituzioni a trovare un equilibrio tra attrattività e tutela del tessuto economico locale.

Musica e cucina, un incontro inevitabile. D’altronde era difficile immaginare che un evento con la forza mediatica del Festival non attirasse anche grandi nomi dell’industria food e influencer gastronomici. Come già accaduto in altri settori – moda, comunicazione, intrattenimento – anche la ristorazione è diventata parte integrante dell’ecosistema festivaliero. Per alcuni si tratta di un’opportunità di crescita e visibilità per l’intera città; per altri di una concorrenza improvvisa e potente, seppur limitata a sette giorni.

Andrea Musacchio

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