Prosegue nel segno della linea difensiva già tracciata il percorso giudiziario di Manuela A., la madre della piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata morta il 9 febbraio scorso a Bordighera.
Nella giornata di oggi la donna, attualmente detenuta nel carcere femminile di Pontedecimo con l’accusa di omicidio preterintenzionale in concorso, ha avuto un nuovo colloquio con i propri legali, gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta. Il confronto si è svolto in videochiamata e, secondo quanto riferito dal difensore, la donna ha ribadito con fermezza la propria versione dei fatti.
“Lei insiste nel ribadire la sua estraneità ai fatti – ha spiegato l’avvocato Di Giovanni – ed è chiaro che sostiene di non aver mai messo un dito addosso alla bambina. Poi sono cose che andranno evidentemente verificate”. Una posizione che non cambia rispetto a quanto dichiarato fin dal primo momento, sia il 9 febbraio, giorno del ritrovamento della piccola, sia durante l’interrogatorio di convalida della settimana scorsa davanti al gip.
La madre continua dunque a sostenere la tesi già esposta agli inquirenti: quella della caduta accidentale dalle scale nei giorni precedenti, negando qualsiasi atto di violenza volontaria nei confronti della figlia.
Sul fronte investigativo, al momento non si registrano novità sostanziali. “Ci sono state queste ispezioni sia dell’abitazione dell’uno che dell’altro – ha aggiunto Di Giovanni – e dopo non mi risulta che sia successo altro”. Il riferimento è ai sopralluoghi e agli accertamenti tecnici effettuati dai Ris nelle abitazioni di Perinaldo e Montenero, con il sequestro di indumenti e materiali ora al vaglio degli specialisti.
Resta sullo sfondo anche la questione della testimone intervenuta nei giorni scorsi in televisione con dichiarazioni molto dure nei confronti della madre. Alla domanda su eventuali iniziative legali immediate, il difensore ha frenato: “Non credo che sia questo il momento. Ognuno poi risponderà di quello che dice, ma bisogna che il quadro sia chiaro per assumere eventuali iniziative. Sarebbero intempestive adesso”.
L’inchiesta prosegue dunque in una fase ancora interlocutoria, in attesa degli esiti degli esami istologici e degli approfondimenti scientifici disposti dalla Procura. Intanto, dal carcere, la posizione della madre resta immutata: attraverso i suoi legali continua a ribadire di non aver mai toccato la figlia.













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