Il Nazionale

Cronaca | 07 febbraio 2026, 14:13

Zoe probabilmente uccisa a 17 anni per un "no": è femminicidio. Interrogato un ventunenne

L'omicidio sarebbe scattato dopo un rifiuto. Scagionato totalmente il giovane perseguitato sui social

Zoe probabilmente uccisa a 17 anni per un "no": è femminicidio. Interrogato un ventunenne

Non sarebbe stato un incidente, né una tragica fatalità. La morte di Zoe Trinchero, la 17enne trovata senza vita nelle acque gelide del Rio Nizza, avrebbe un nome preciso e terribile: femminicidio. Quello che nelle prime ore sembrava un mistero impenetrabile si sta avvicinando a una terribile realtà.

Gli inquirenti stanno interrogando un ragazzo di 21 anni che avrebbe voluto una storia con lei e che non avrebbe retto a un rifiuto.

La caserma dei Carabinieri di Nizza Monferrato, è diventata il 'bunker' di un'indagine condotta senza sosta dal Sostituto procuratore di Alessandria, Giacomo Ferrando.

La dinamica e i segni sul corpo

Secondo le prime ricostruzioni, l'omicidio si sarebbe consumato al termine di una lite. Il movente, come troppo spesso accade, sarebbe legato a un rifiuto: la volontà della ragazza di allontanarsi o un "no" che il 21enne non avrebbe accettato.
A parlare chiaro, purtroppo, è stato il corpo stesso di Zoe. I primi esami esterni avrebbero evidenziato segni inequivocabili di violenza, in particolare tracce compatibili con uno strangolamento. Dettagli che hanno subito indirizzato gli investigatori sulla pista dell'omicidio volontario, escludendo l'annegamento accidentale.

Sembra che sia stata gettata nel canale da un cortile interno che confina con un negozio: un cancello aperto a circa 50 metri dalla confluenza con il Belbo. 

Il ragazzo sotto torchio e l'innocente perseguitato

Ma c'è un altro aspetto in questa vicenda che fa male e fa pensare: la rabbia per un equivoco che ha rischiato di trasformarsi in una seconda tragedia. 

Nelle ore precedenti, infatti, la furia cieca dei social e di una parte della cittadinanza si era scagliata contro un altro giovane, residente in zona e già noto per alcune fragilità personali. Additato come il "mostro", si era ritrovato la folla sotto casa, costretto a chiedere aiuto ai Carabinieri per non essere linciato.
Gli accertamenti hanno dimostrato la sua totale estraneità ai fatti: quel ragazzo non c'entrava nulla. Un errore che deve far riflettere su quanto pericolosa possa essere la giustizia sommaria del web.

Zoe, originaria di Agliano Terme ma volto noto a Nizza, lascia un vuoto incolmabile. Lavorava con passione alla tavola calda "Il Passeggero", dove oggi regna un silenzio irreale. "Siamo sconvolti, l’avevo salutata ieri, come sempre, scherzando con lei", ripete il titolare, incredulo di fronte a una violenza così cieca che ha spezzato una vita nel fiore degli anni.


Nel frattempo arrivano messaggi e riflessioni di cordoglio per questa giovane vita piena di sogni e passioni. Scrive la Cisl Asti Alessandria: "Nessuna parola è sufficiente, ma il silenzio non è un'opzione. La tragica morte di Zoe, una ragazza di soli 17 anni, è una ferita profonda che colpisce non solo il territorio astigiano, ma tutta la nostra società. Com’è possibile che una vita così giovane venga spezzata in modo tanto violento? ​Come CISL, esprimiamo il nostro più profondo cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che amavano questa giovane donna.

​Non possiamo più limitarci a contare le vittime. Dietro ogni numero c’è una storia, un futuro negato e una sconfitta collettiva. Il femminicidio e la violenza di genere non sono emergenze passeggeri, ma un dramma che va combattuto ogni giorno".

Totale sgomento viene espresso dall'Associazione Nizza futura. "Da anni denunciamo tale sommerso che tocchiamo con mano ogni volta che andiamo nelle scuole a fare prevenzione. La campagna mediatica scattate poco tempo fa contro il ‘diverso’ o gli immigrati ha inasprito un territorio già difficile e pregiudizi e razzismo producono solo più violenza, dobbiamo lavorare tutti insieme e non possiamo più fare a finta che sul nostro territorio non esista un problema cosi grande, ogni volta che vado nelle scuole raccogliamo almeno 4 o 5 richieste di ragazzine tra i 14 e i 17 anni che vogliono sapere l’indirizzo dell’associazione e chiedono aiuto . Abbiamo il dovere di proteggere la nostra comunità e dobbiamo farlo tutti e tutte insieme e rapidamente"

Martinelli-Rosso

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