Il Nazionale

Politica | 05 febbraio 2026, 10:04

Francesco Toselli: “Vannacci mi ha chiesto una mano. Gli ho risposto: eccomi!”

L’ex consigliere regionale e provinciale di Forza Italia spiega perché il progetto politico del generale, reso celebre dal libro “Il mondo al contrario”, lo ha convinto: “Mi ha ridato quell’orgoglio nazionale che avevo smarrito”

Francesco Toselli: “Vannacci mi ha chiesto una mano. Gli ho risposto: eccomi!”

Quattro mandati da consigliere regionale, ex vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, e tre da consigliere provinciale, Francesco Toselli è stato protagonista della vita politica cuneese sotto i vessilli di Forza Italia per una ventina d’anni.

Ora la sua strada incrocia quella del generale Roberto Vannacci nel nuovo corso di “Futuro Nazionale”. L’indiscrezione, che circolava da qualche settimana, trova conferma in questa intervista.

Toselli, è vero che si sta avvicinando a Vannacci?

“Confermo. L’ho incontrato di persona poco più di due settimane fa a Viareggio”.

Si può sapere che cosa vi siete detti e cosa avete convenuto?

“Innanzitutto mi sono presentato raccontandogli la mia storia. Abbiamo conversato di politica sia nazionale che internazionale. Il resto riguarda aspetti privati che sarebbe scorretto riferire”. 

Che impressione le ha fatto il generale?

“Una persona semplice , un uomo tutto d’un pezzo che crede nello Stato e vuole valorizzare l’identità nazionale rilanciandone l’orgoglio”.

Si è trovato in sintonia?

“Sì. Mi ha ridato quella fierezza di essere italiano che in questi ultimi anni avevo smarrito”.

Toselli, la sua è una vicenda politica vissuta nel partito di Silvio Berlusconi, al tempo del Popolo delle Libertà, un’area di centrodestra sì ma moderata. Non le crea disagio abbracciare la causa di un movimento politico che viene presentato come di estrema destra?

“Io non vedo nulla né di eversivo né di estrema destra. Sono e resto un liberale, uno dei tanti italiani che non ne può più di stare in un Paese costretto ogni giorno a subire i diktat di una minoranza”.

Mi scusi, ma dal 2022 al governo c’è una maggioranza di centrodestra, guidata da Giorgia Meloni, esponente di Fratelli d’Italia, non le basta?

“C’è insoddisfazione in una larga fetta dell’opinione pubblica perché infinite questioni restano senza risposta. Incertezze, compromessi, lentezze: situazioni che si sono incancrenite e che mi hanno spinto sempre più a destra”.

Coma mai?

“Troppa accondiscendenza nei confronti di gruppi facinorosi, come i recenti fatti di Torino dimostrano e troppa indecisione nel governare, unita a scarsa capacità nell’assumere decisioni”.

Non le bastavano le risposte del suo ex partito, Forza Italia?

“Forza Italia non è più quella a cui avevo aderito nel 1993 venendo poi eletto in Regione nel 1995. E poi chi oggi ha in mano le redini del partito mi ha sempre e volutamente ignorato”. 

Perché? Che spiegazione si è dato?

“Non lo so e francamente la cosa non mi ha mai preoccupato troppo. La mia esperienza di quattro consiliature in Regione e di tre da amministratore provinciale avrebbe potuto essere utile, ma evidentemente non interessava. Forse la spiegazione più semplice potrebbe essere perché qualcuno patisce le teste autonome e pensanti”. 

Tempo addietro lei era stato indicato in avvicinamento a Fratelli d’Italia. Poi la cosa non è quagliata. Perché? 

“Non ho mai chiesto nulla e nessuno, per contro, ha mai pensato di coinvolgermi. Se lei pensasse che la scelta di tesserarmi con Futuro Nazionale sia una rivalsa è fuori strada. La mia adesione non è di ripiego né di ripicca”.

Ci dica lei perché?

“Gliel’ho spiegato e glielo ribadisco. Il progetto di Vannacci mi convince perché, in questo momento, coincide con le mie convinzioni”.

Qualcuno potrebbe perfidamente insinuare che lei speri in un’eventuale candidatura al Parlamento. In fondo le mancherebbe solo questo tassello per coronare la sua carriera politica.

“Ho vissuto una stagione importante della politica e mi considero un uomo fortunato. Ho un’età che non lascia spazio a illusioni. Mi sono messo a disposizione con l’iscrizione, in attesa di capire gli sviluppi che avrà il movimento ancora in fase embrionale. Sono in contatto con il segretario regionale, ottima persona, al quale ho ribadito piena disponibilità a lavorare. Se dovesse essermi richiesto un impegno elettorale lo valuterò. Se così non sarà non ne farò un dramma”. 

GpT

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