Il Nazionale

Eventi e Turismo | 04 febbraio 2026, 17:00

Quando la città diventa cinema: a Nizza il festival che racconta l’anima urbana sul grande schermo

Dal 6 al 14 febbraio 2026, il Festival Cinéma Sans Frontières esplora le metropoli del mondo come veri personaggi cinematografici

Quando la città diventa cinema: a Nizza il festival che racconta l’anima urbana sul grande schermo

Dal 6 al 14 febbraio 2026 il Cinéma Jean-Paul Belmondo di Nizza ospita la 23ª edizione del Festival Cinéma Sans Frontières, che quest’anno sceglie come filo conduttore un tema affascinante e universale: “Vivere e vedere la città”. Non più semplice sfondo narrativo, la città diventa protagonista assoluta, forza viva capace di modellare destini, relazioni e identità.

Il cinema, nato alla fine dell’Ottocento insieme all’espansione delle grandi metropoli, ha sempre avuto un legame privilegiato con lo spazio urbano.

Questa edizione del festival ne esplora il ruolo più profondo: la città come organismo pulsante, in continuo mutamento, che influisce sulle vite di chi la abita e riflette le trasformazioni sociali, politiche ed emotive del nostro tempo.



La programmazione propone un viaggio cinematografico intorno al mondo, attraversando quasi un secolo di storia del cinema: dal 1931 di M – Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang al 2025 di TWST – Things We Said Today di Andrei Ujică.

Sullo schermo scorrono Roma, Berlino, New York, Il Cairo, Lisbona, Calcutta, Città del Messico, in un dialogo continuo tra generi e stili: noir, melodramma, cinema politico, affresco storico e documentario sperimentale.

Ad aprire il festival, venerdì 6 febbraio, è Fellini Roma, dichiarazione d’amore visionaria del regista alla sua città d’adozione. Seguono capolavori che hanno fatto della città un motore narrativo imprescindibile, come il noir fondativo di Lang, il melodramma ambiguo di Roberto Gavaldón, lo sguardo intimo e sociale di Satyajit Ray e il cinema militante di Tamer El Saïd.

Un omaggio speciale è riservato a Béla Tarr, recentemente scomparso, con Le armonie di Werckmeister: unica eccezione alla regola della grande metropoli, il film ritrae una piccola città di provincia, chiusa e immobile, specchio di una profonda inquietudine collettiva.

Tutte le proiezioni sono in versione originale sottotitolata, introdotte da una presentazione e seguite da un dibattito con il pubblico, a cura del team di Cinéma Sans Frontières. I biglietti sono disponibili a 6,50 euro per i soci e 8 euro per i non soci.

Un festival che invita a guardare le città non solo come luoghi da abitare, ma come specchi del nostro modo di essere al mondo, attraverso il linguaggio universale del cinema.

Il programma

  • Venerdì 6 febbraio, 20h : Fellini Roma de Federico Fellini ( 1972)
  • Sabato 7 febbraio, 20h : M, le Maudit de Fritz Lang (1931)
  • Domenica 8 febbraio, 14h : TWST d'Andrei Ujica  (2025)
  • Lunedì 9 febbraio, 20h : Jours d'automne de Roberto Gavaldón  (1963)
  • Mercoledì 11 febbraio, 20h : Vitalina Varela de Pedro Costa (2019) 
  • Giovedì12 febbraio, 20h : Les derniers jours d'une ville de Tamer El Saïd (2016)
  • Venerdì 13 febbraio, 19h30 : La grande ville de Satyajit Ray (1963)
  • Sabato 14 febbraio à 19h30 : Les harmonies Werckmeister de Bela Tarr (1988)



Beppe Tassone

Commenti