Un’immagine antica, anonima, riemersa per caso da una bancarella, diventa oggi il cuore pulsante di un progetto artistico corale.
La Médiathèque Albert Camus di Antibes ospita Mona dans tous ses états, una mostra che riunisce ottanta creatori sotto l’egida dell’Atelier du Safranier, in collaborazione con l’Association des Amis du musée Picasso d’Antibes e la società KEY4EVENTS.
L’esposizione nasce nell’autunno del 2023 attorno a una matrice in legno inciso di origine sconosciuta, appartenente a Ghislaine Buire, raffigurante una maternità: una madre con il suo bambino, eco lontana di una Madone senza nome.
Stampata manualmente “alla cucchiaio”, secondo una pratica artigianale antica, questa immagine diventa il punto di partenza per una straordinaria avventura collettiva guidata da Dominique Prévost.
In incisione, ogni nuova stampa è definita uno “stato”: una variazione rispetto alla precedente. Ed è proprio questo il principio che anima la mostra.
A partire dalla stessa matrice originaria, ogni partecipante – artisti affermati e creativi autodidatti, giovani e meno giovani, provenienti dai percorsi più diversi – ha realizzato il proprio “stato”, un’opera unica e irripetibile.
Dal fornaio al fotografo, dallo studente al ceramista, dal plasticien allo scultore, tutti contribuiscono a una costellazione di interpretazioni che attraversano linguaggi, materiali e sensibilità.
Le tecniche si moltiplicano: incisione, colorazione, frottage, fotografia, moulage, découpage, embossing, digitale.
Anche i materiali raccontano una ricerca aperta e sperimentale: carta, tessuto, ceramica, porcellana, acetato, gomma, cera, bronzo. In omaggio all’anonimato dell’opera originaria, nessun lavoro è firmato: a parlare sono solo le immagini, libere da gerarchie e attribuzioni.
Mona dans tous ses états è così un’esplorazione poetica della metamorfosi, un invito al dialogo e alla curiosità, una rinascita continua dell’immagine attraverso nuove mani e nuovi sguardi.
A completare il progetto, un catalogo d’artista concepito come “libro-oggetto”: un leporello di cinque metri lineari, custodito in un elegante astuccio. Un accordéon visivo che può essere sfogliato pagina dopo pagina o disteso nello spazio, dove ogni opera è accompagnata da titolo, autore, tecniche utilizzate e una citazione.
La mostra è visitabile fino al 28 marzo.
Vernissage: venerdì 6 febbraio alle ore 18.
Hall espositiva – livello 0.










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