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Politica | 30 gennaio 2026, 11:38

"Innamorati di Torino", i sindacati si alleano con Regione e Comune: "Ora un Osservatorio sull'automotive". E Lo Russo rilancia

Al Santo Volto la prima parte dell'evento che si conclude il 14 febbraio con la manifestazione nelle strade di Torino. Secondo il primo cittadino serve un passo in più, "una piattaforma per lo sviluppo industriale di Torino". Nel mirino delle sigle metalmeccaniche anche Stellantis in vista della riunione di lunedì sull'Algeria

"Innamorati di Torino", i sindacati si alleano con Regione e Comune: "Ora un Osservatorio sull'automotive". E Lo Russo rilancia

Comune e Regione dicono sì alla proposta unitaria dei sindacati di creare l'Osservatorio sull'automotive. Il via libera istituzionale è arrivato al Santo Volto, dove da questa mattina è in corso una prima pare dell'iniziativa "Innamorati di Torino", per lanciare la grande manifestazione del 14 febbraio dedicata alla questione della crisi industriale e dell'auto sul territorio metropolitano voluta da Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr. 

Ma per il sindaco Stefano Lo Russo, bisogna fare "un passo in più, per costruire una piattaforma di sviluppo industriale di Torino. Questa piattaforma si deve basare sull'unità sindacale. Perché qui si tratta di lavorare insieme su un patto di produzione tra sindacati, imprese ed istituzioni del territorio, che devono accompagnare il percorso ciascuno per le proprie funzioni".

Anche a Roma si parla di Stellantis

Uno dei temi al centro della mobilitazione, così come della mattinata, è Stellantis. Oggi a Roma, come ha ricordato il governatore Alberto Cirio, c'è un tavolo dedicato alla multinazionale dove sarà presente anche la Regione.  "Come Piemonte - ha spiegato il presidente - abbiamo ottenuto un secondo modello, che si sta facendo da novembre: è un più rispetto a ieri. In Piemonte chiunque viene a costruire macchine è ben accetto e deve essere così".

Indotto, tra rilancio e Algeria

La priorità, come ben chiarito da Luigi Paone  (segretario generale Uilm Torino) e Rocco Cutrì (segretario generale Fim Cisl Torino e Canavese), "è rilanciare l'industria torinese, da Stellantis a tutto l'indotto". Ed i sindacati non nascondono la preoccupazione per l'incontro del 2 febbraio all'Unione Industriali, dove l Stellantis incontrerà le aziende della filiera locale di componentistica auto per raccontare le prospettive presenti nella zona del nord Africa, dove il Gruppo punta a produrre sei nuovi modelli e realizzare - proprio dal 2026 - qualcosa come 90mila vetture all'anno.

Un appuntamento, ha chiarito Edi Lazzi, segrerario generale della Fiom Cgil, "che non va bene: bisognerebbe chiamare gli imprenditori per dire che si portano le produzioni a Torino. Basta andare via: Stellantis sinora si è disimpegnata e noi vogliamo andare direzione opposta. Il gruppo deve rimanere, così come deve arrivare un altro produttore: sappiamo fare le auto, abbiamo 125 anni di storia industriale. È necessario superare monopolio".

Mirafiori, "non basta la 500"

Temi sul tavolo in vista della manifestazione del 14 febbraio, come chiarito da Tania Basso (Fismic Confsal), che ha aggiunto: "Non basta la 500 per Mirafiori". Per Ciro Marino (Uglm Torino) le istituzioni devono "entrare in campo in modo serio:  il lavoro deve diventare di nuovo il centro delle politiche, non possiamo permetterci la delocalizzazione Torino deve essere la città dell'automobile".

Preoccupata anche l'associazione quadri AQCFR, rappresentata da Fabrizio Amante: "Il 21 maggio ci sarà l'Investor Day di Stellantis: vogliamo un piano preciso degli investimenti non solo produttivi, ma anche sugli enti centrali".

Cinzia Gatti

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