Meno due giorni alla manifestazione nazionale, l'iniziativa nata a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. La protesta arriva al culmine di una settimana concitata. Sopratutto sul fronte universitario, con Palazzo Nuovo chiuso dal rettorato, con la festa musicale in solidarietà al centro sociale spostata altrove. Una scelta che ha innalzato il livello dello scontro e che ha portato al tentativo di incursione di un piccolo gruppo durante la riunione del Senato Accademico e ieri all'occupazione della sede delle facoltà umanistiche nella serata di ieri.
Confermati i tre cortei
E proprio oggi gli organizzatori hanno confermato buona parte delle anticipazioni legate alla manifestazione di sabato. Confermati i tre cortei con partenza da Porta Nuova, Porta Susa e Palazzo Nuovo. Arriveranno manifestanti da tutta Italia e con oltre 200 realtà (da bocciofile, a circoli, a centri sociali, sindacati e partiti) che aderiranno.
Cambio di indirizzo
Ma i tre gruppi confluiranno in piazza Vittorio Emanuele II anziché in piazza Castello, come precedente previsto. "Ancora non sappiamo quali saranno i percorsi - confermano gli organizzatori -: passerà nella prossimità del centro sociale e poi finirà in corso Regio Parco dove ci saranno i pullman per chi dovrà tornare a casa".
Palazzo nuovo occupato (ma con esami)
Intanto confermata dagli studenti la volontà di continuare l'occupazione di Palazzo Nuovo con attività all'interno e senza bloccare le attività di sessione esami. Questa sera si terrà un concerto, domani alle 18 è atteso un incontro con Patrick Zaki.
Nessun riferimento infine sulle perquisizioni di questa mattina. Nessuna misura cautelare emessa, ma solo alcuni abiti che sarebbero stati prelevati come prova di partecipazione alla manifestazione del 20 dicembre, poi sfociata in scontri.













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