La rassegna “Passepartout en Hiver", oggi, ospitata al Palco 19 di Asti, ha celebrato Lidia R. Bianco, figura centrale della vita culturale locale e promotrice instancabile di iniziative pubbliche e riconoscimenti, oltre ad aver ricoperto la carica di sindaco di Castagnole Monferrato per ben 25 anni, dal 1978 al 2002.
In particolare, l’appuntamento è stato dedicato alla presentazione di “Un tunnel dall’ombelico all’anima”, volume postumo, che raccoglie pensieri, appunti e riflessioni dell’autrice. Un’opera che ha restituito, in forma frammentaria ma coerente, il suo sguardo sul mondo e sulle relazioni umane.
A testimoniare il legame con Lidia Bianco, mancata nel 2021 all’età di 78 anni, sono intervenuti, Margherita Oggero e Piero Chiambretti, autore anche della prefazione del libro, insieme a un saluto a distanza di Paolo Conte. Due percorsi differenti, accomunati dal riconoscimento della Castagna d’Or, premio ideato dall’autrice per valorizzare personalità capaci di incidere sulla vita culturale del territorio. (Qui l'estratto degli interventi)
Sul palco con loro il giornalista Carlo Cerrato a condurre l’incontro, aiutato dall’attore Mario Brusa. Presente anche la ceramista Manuela Incorvaia che ha esposto le sue sculture raffiguranti figure femminili, parte della suggestiva serie "Donne nel Vento".
Il saluto di Paolo Conte
Nel suo intervento, Paolo Conte ha scelto di ricordare Lidia unendo memoria personale, ironia e affetto a un frammento della propria giovinezza, fino all’incontro con Lidia Bianco, sottolineandone il ruolo di animatrice culturale e promotrice della Castagna d’Or: “Era un bel appuntamento nelle notti del Monferrato. Invitava persone importanti del teatro, della letteratura, dell’opera lirica, dello sport, tutte persone simpatiche e importanti, e lei alla fine li omaggiava con una delle sue poesie - ha raccontato - Ma dopodiché ha continuato a inventare: ha ripristinato un antico vigneto, che è buonissimo, e lo ha fatto rinascere. È stato un personaggio molto, molto importante e molto amato da me e da tante persone. Io vorrei ricordare soprattutto il suo musetto, atteggiato un po’ alla vergogna e nello stesso tempo carico di determinazione. È stata una poesia, è stata una grande animatrice e ha fatto tanto bene per noi del Monferrato. La ricordiamo con tanto affetto, mandandole un bacione e un grande abbraccio”.













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