La palestra dell’ex Liceo Majorana di corso Tazzoli 188, nel quartiere Mirafiori Sud, resta chiusa. A distanza di quasi vent’anni dalla decisione di recuperare l’impianto sportivo come opera a scomputo degli oneri di urbanizzazione legati alla costruzione di una Rsa, emergono nuovi e gravi problemi strutturali che bloccano l’assegnazione degli spazi alle associazioni sportive del territorio.
La questione sollevata dagli esponenti del M5S
A sollevare la questione sono stati i consiglieri del Movimento 5 Stelle della Circoscrizione 2, Juri Bossuto e Rita Grimaudo, con un’interpellanza che ricostruisce una vicenda lunga e travagliata. Il rifacimento della palestra, di fatto finanziato con risorse pubbliche attraverso il mancato incasso degli oneri, aveva riacceso le speranze di molte realtà sportive di base dopo un cantiere durato anni.
Tuttavia, all’indomani dei sopralluoghi, erano già emerse alcune carenze costruttive. Superati - almeno politicamente - i nodi legati al modello gestionale, con la scelta di affidare l’impianto a più associazioni tramite concessioni annuali o stagionali, è arrivata la doccia fredda: "un grave difetto dell’impianto fognario (datato fine maggio) - ha precisato Bossuto - ha causato la fuoriuscita di liquami nei bagni e negli spogliatoi, compromettendo l’agibilità e la sicurezza igienico-sanitaria della struttura".
"Durante l’ultimo sopralluogo - ha aggiunto il consigliere di Fdi, Vincenzo Macrì -, sono emerse delle difformità dal punto di vista normativo che non permettevano l’utilizzo dei locali a livello sportivo. Inoltre per un errore di progettazione (o di esecuzione) la fognatura non riesce a scaricare. E gli spogliatoi della palestra hanno finito per essere sommersi da un metro di escrementi".
Il Comune: “Difetto strutturale grave”
Dal Comune arriva la conferma. In una nota di risposta all’interpellanza, l’Amministrazione riconosce che quanto descritto dai consiglieri corrisponde a verità. Il Nucleo Tecnico della Circoscrizione 2 ha individuato come possibile causa del problema un errato collegamento tra la fognatura della palestra e quella della Rsa adiacente, realizzato senza l’installazione di una valvola di non ritorno, con conseguente rischio di reflussi.
L’immobile era stato acquisito a titolo gratuito dalla Città come opera a scomputo, a carico della società Immobiliare San Domenico S.r.l. e dei successivi aventi causa. La responsabilità del vizio costruttivo è ora al vaglio dell’Avvocatura comunale, chiamata a tutelare il patrimonio pubblico e a valutare le azioni legali da intraprendere.
Bonifica e lavori, ma l’assegnazione slitta ancora
Nel frattempo sono stati richiesti interventi correttivi urgenti: installazione di una valvola di non ritorno, nuovo allaccio alla fognatura nera e, se necessario, la realizzazione di una rete di scarico separata per la palestra. Al costruttore è stata formalmente intimata la pulizia, l’igienizzazione dei locali e il ripristino di pareti e pavimenti danneggiati.
Solo dopo il completo e certificato ripristino delle condizioni di agibilità e sicurezza sanitaria potrà ripartire l’iter di assegnazione degli spazi alle associazioni sportive. Una vicenda che lascia l'amaro in bocca al presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi. "Una ferita profondissima - l'ha definita Rolandi -, una situazione incomprensibile e incresciosa".















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