Fine dei giochi. Con la determina dirigenziale 56/2026, pubblicata in questi giorni ,il Comune di Genova chiude ufficialmente l’iter amministrativo sul contestato progetto del supermercato di Campostano, a Nervi. È l’atto conclusivo di una vicenda che per mesi ha acceso il quartiere e tenuto banco nel dibattito pubblico.
Il progetto relativo al nuovo Polo Urbano San Siro a Nervi, presentato dalla società Immobiliare San Siro S.r.l. ha avuto esito negativo. Non sarà dunque aperta la media struttura di vendita che da diversi mesi aveva scatenato numerose proteste da parte dei residenti e dei commercianti della zona.
Nel motivare il diniego, l’amministrazione ha evidenziato come la proposta della società immobiliare (una struttura da mille e quattrocento metri quadrati con verde pensile, aree fitness e locali culturali situati sulla copertura dell’edificio) non configurasse un vero ‘Polo Urbano’ secondo le norme del PUC, poiché la funzionale commerciale risultava preponderante rispetto a quella pubblica, giudicata invece meramente accessoria e non in grado di attrarre utenza a livello cittadino.
Oltre alla questione urbanistica, il progetto si è scontrato con una serie di vincoli e leggi che vanno dal fatto che l’area ricade entro i duecento metri dal cimitero Nervi 1, rendendo la costruzione illegittima; alla non tutela del paesaggio con il progetto di scavo di oltre dieci metri di terreno naturale da sostituire con una struttura in cemento e verde artificiale, giudicata una ‘trasformazione radicale’. Ancora la recente variante al Piano Commerciale Comunale ha inserito l’area in una fascia di tutela che vieta nuove strutture di vendita superiori ai mille metri quadri.
Per Immobiliare San Siro (che come spiegato nella determina nn avrebbe fornito documentazioni sufficienti a molti uffici) resta ora solo la strada del Tar, secondo i termini di legge.
LA STORIA DI CAMPOSTANO E I RECENTI SVILUPPI
L’ipotesi di un nuovo punto vendita nella parte alta del quartiere era emersa oltre un anno fa, con la richiesta di apertura da parte di un operatore privato. Da lì era iniziato un percorso tortuoso tra uffici, oltre a un serrato confronto pubblico. Residenti e commercianti avevano fatto sentire la loro voce più volte, tra timori per il traffico, preoccupazioni per la tenuta delle attività storiche e interrogativi sull’impatto urbanistico per il quartiere.
Il Municipio Levante aveva discusso il tema in più sedute, sollecitando chiarimenti sugli aspetti viari e sulle ricadute della nuova struttura. Nel frattempo, gli uffici comunali si erano mossi per gli approfondimenti del caso.
Adesso, la determina mette un punto fermo. L’atto sancisce la conclusione della fase amministrativa e definisce l’esito della pratica: una risposta definitiva attesa da tempo che, visti i recenti sviluppi, era attesa.
Nei mesi scorsi era stato lo stesso presidente del Municipio Federico Bogliolo a tracciare i contorni della questione evidenziando tre punti cruciali nel progetto presentato nell’aprile del 2025. Il primo era legato alla viabilità con viale Franchini indicato come doppio senso di marcia “ma la strada è troppo stretta - aveva spiegato Bogliolo - non può reggere quel traffico. L’impatto deve essere zero”. Il secondo punto era legato ai parcheggi pubblici mentre il terzo e ultimo riguardava la volumetria del supermercato in progetto: “1.400 metri quadri sono nella media delle superfici di vendita, ma per Nervi è troppo. Bisogna ragionare su una superficie minore e, magari, su un trasferimento di volumi da altre zone, così da non creare un nuovo punto vendita ex novo” aveva aggiunto il presidente di Municipio ricordando ancora come il piano del commercio “già vietava attività commerciali principali nell’area”, e sottolineando che “se non c’è interesse pubblico, il Comune può dire di no. Lo ha confermato anche la direzione urbanistica. Ecco perché oggi non serve puntare il dito. Serve valutare insieme”.
Poco più di un mese fa era stata l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, nel corso di un’interrogazione a risposta immediata, a ricostruire l’iter del supermercato a Campostano. Coppola aveva spiegato come nel PUC del 2015 le aree tra viale Franchini e Campostano fossero state inserite come ambito di conservazione del verde urbano. Questa classificazione fu però impugnata e, nel 2016, il TAR la annullò completamente, lasciando la zona priva di destinazione d’uso per anni, fino al 2023. Era stata la precedente amministrazione a reintrodurre una definizione urbanistica, collocando l’area all’interno dei servizi SISS. Questo passaggio, aveva chiarito Coppola, recuperava di fatto la destinazione iniziale prevista dal PUC del 2015 e non quella annullata dal TAR. Ma la parte determinante non riguardava soltanto il perimetro SISS: nello stesso anno, con la delibera di Consiglio comunale n. 39, era stata approvata una modifica generale alle norme del PUC che ha inciso direttamente sulla disciplina delle medie strutture di vendita. La revisione delle norme ha eliminato la distinzione merceologica delle attività insediabili nei poli urbani, consentendo di fatto la possibilità di aprire strutture alimentari di media dimensione, opzione che in precedenza non era ammissibile. È questa modifica normativa, aveva spiegato Coppola, ad aver cambiato il quadro consentendo scenari che fino a quel momento non erano previsti.













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