Il Nazionale

Sport | 31 agosto 2025, 18:44

Lucia Tassinario, bracciata dopo bracciata, nuota verso l’azzurro. Sognando la California [INTERVISTA]

Una stagione di allenamenti, sacrifici e traguardi che ha portato la giovane della ValleBelbo Sport a brillare in Nazionale. Puntando le Olimpiadi del 2028 a Los Angeles

Lucia Tassinario, bracciata dopo bracciata, nuota verso l’azzurro. Sognando la California [INTERVISTA]

“Adesso voglio fargliela vedere un po’”. Così ci ha raccontato Lucia Tassinario, ricordando il momento in cui ha deciso che il nuoto sarebbe stato il suo percorso. Da quel momento tutto è cambiato, trasformando un semplice corso per imparare a stare a galla in un’avventura che già dagli esordi ha messo in luce un enorme talento. Dal corso base alla squadra agonistica, fino alla prima esperienza ai Mondiali Juniores in Romania - dove ha ottenuto uno storico 19° posto nei 50 e un 25° posto nei 100 farfalla - a coronare un anno di successi e podi, allenamenti e nuove amicizie.

Da qui, Lucia Tassinario ci guida dentro un mondo dove disciplina e passione convivono, raccontandoci il viaggio che sta costruendo insieme a ValleBelbo Sport di Nizza Monferrato e alla Nazionale italiana.

 

Prima esperienza in Nazionale: la scalata di Lucia ai Mondiali Juniores

I Campionati Mondiali Juniores sono stati la tua prima esperienza in nazionale. Come l’hai vissuta?

È stata la mia prima esperienza in nazionale, togliendo lo SwimTo che non era una vera manifestazione per rappresentare l’Italia all’estero. Mi sono trovata molto bene, mi sono integrata e anche il referente tecnico Menchinelli l'ha fatto notare. È sia merito mio, ma anche dei miei compagni che mi sono stati sempre vicino fin da subito. Ho stretto amicizia con tutti, perché non c'è stata una persona con cui mi sia trovata male, anche con gli allenatori, e in particolare con Mirko Nozzolillo, che mi ha seguito in vasca. Non pensavo fosse così bello, sia ad Ostia, a fare il ritiro, sia in Romania con le gare, perché eravamo molto uniti come team, e di questo ci hanno fatto i complimenti.

Come è stato l’arrivo in Nazionale e come hai trovato l’ambiente?

Mi avevano descritto questo ambiente come brutto, competitivo, difficile per stringere amicizie. Io, invece, mi sono trovata bene con tutte, soprattutto con due o tre ragazze con cui facevo le gare. Di solito c'è un po' di rivalità, mentre noi eravamo davvero amiche. Non pensavo di trovarmi così bene perché gli altri avevano già fatto insieme gli Europei Juniores, io ero una sconosciuta e pensavo di essere messa un po' da parte. Invece non è stato così. Il ritiro di Ostia è stato utile per conoscere la squadra e prepararsi all'allenamento.

Il nuoto è uno sport in cui attimi decidono ogni cosa. Come avete lavorato per arrivare preparati al mondiale?

Abbiamo lavorato soprattutto per arrivare là il più in forma possibile e mi sono stati dati riferimenti non tanto alla tecnica quanto alla frequenza e al passo della gara. Magari migliorare aspetti tecnici su cui di solito non lavoro molto, come la partenza. E grazie alle riprese video riuscivamo, con gli altri allenatori, a capire i nostri punti deboli su cui lavorare.

Sì, parliamo di attimi di secondo, come è stato agli Assoluti — dove non ho centrato una qualificazione per poco, facendo qualche errore — anche qui ho fatto qualche errore che non mi ha permesso di accedere poi in semifinale, legati soprattutto alla partenza e all'arrivo.

Qual è stata la forza di ValleBelbo Sport? 

Io inizio il quarto anno insieme a loro, ed è un gruppo molto giovane. Basti pensare che la più vecchia è del 2004. Questo ambiente può crescere molto velocemente e apprendere più in fretta di uno un po' più “vecchio”. Anch’io mi reputo quasi vecchia ormai. Però i ragazzi sono molto giovani. Avere una figura di riferimento in ogni piscina è importante, per avere obiettivi o anche soltanto pensare in grande, per i più piccoli.

La sedicenne alessandrina ha terminato questa prima esperienza rientrando tra le prime venti nuotatrici al mondo nei 50 farfalla, chiudendo questa stagione con grandissima soddisfazione, come confermano anche i suoi allenatori, da Pino Palumbo, con cui Lucia svolge l’attività quotidiana all’Orangym di Nizza Monferrato, allo staff della Nazionale, fino al pubblico, che ha dato un importante riscontro sulle pagine social, dove la partecipazione al Mondiale ha portato oltre 30 mila visualizzazioni in pochi giorni.

"Il nuoto e io: una storia iniziata per caso"

Come ti sei avvicinata al nuoto? 

I miei genitori volevano che io imparassi a nuotare, come per mia sorella più grande che ha fatto solo i corsi. Io invece non mi piaceva. Cercavo scuse per non andarci: dicevo ai miei ‘sto a guardare mia sorella, non ho tanta voglia’, e quando mi obbligavano, piangevo. Poi c'è stata un'occasione in cui non mi hanno fatto proseguire al corso successivo. Mi hanno detto: “Guarda, non hai imparato a nuotare a dorso, continua in questo corso qua”. Lì mi ero arrabbiata tantissimo e mi sono detta: “Adesso voglio fargliela vedere un po’”. Poi mi hanno presa nell'agonistica: inizialmente mia mamma era dubbiosa, ma l’allenatore ha detto “Voglio vedere come va”. Ho fatto il test, sono entrata in agonistica e da lì è iniziato tutto.

Quanto il nuoto influenza la tua vita da adolescente?

Ho sempre dato molta importanza alla scuola, e il nuoto mi aiuta molto. Tutti i miei compagni mi dicono: "Ma come fai? Torni a casa alle 6.30 e ti metti a studiare alle 7". Invece nei giorni in cui studio tanto, riesco a concentrarmi bene anche con l’allenamento. Ho sempre ottenuto buoni risultati a scuola e continuerò, quindi andrò all’università. Le uscite con gli amici sono meno frequenti, ma non è un peso: ho amicizie in bordo vasca e a scuola, e nel weekend ci si organizza per uscire quando non ci sono gare.

Come vedi la nuova stagione? 

Ora non ci voglio ancora pensare perché è troppo presto. Voglio fare almeno una settimana di vacanza.

E così, quella bambina che dell’acqua non voleva sentire parlare, oggi, sorride tra i blocchi di partenza, pronta a scrivere nuovi capitoli del proprio futuro. Sognando Los Angeles e le Olimpiadi del 2028.

Francesco Rosso

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