Il Nazionale

Cronaca | 24 gennaio 2023, 13:21

Imperia, processo Pistorino: “Disonesti, lavativi, ladri”, le offese pronunciate ai docenti. Ma alcuni testimoni ora rischiano di essere indagati

Una eccezione sollevata dall’avvocato della ex dirigente dell'Ipsia fa interrompere l’esame di un teste e stravolgere il calendario delle prossime udienze

Imperia, processo Pistorino: “Disonesti, lavativi, ladri”, le offese pronunciate ai docenti. Ma alcuni testimoni ora rischiano di essere indagati

Ipsia Marconi di Imperia, salta un consiglio di classe del 15 giugno 2020 per gli scrutini di fine anno scolastico: un docente non riesce a collegarsi in videoconferenza, la linea va e viene. Si trova, infatti in autostrada, sta rientrando da Genova a Imperia. A fianco a lui c’è la preside dell'Istituto Daniela Pistorino che ha appena caricato all’aeroporto di Genova. Pochi giorni prima il giovane professore aveva ricevuto l’ordine di servizio dalla stessa Pistorino di andarla a prelevare con l’auto di servizio della scuola, la famosa Toyota Corolla già assurta all’onore delle cronache per il caso della preside che aveva preceduta la Pistorino, la Zappulla.

Dopo un consulto con la dirigente dell’Economato, la Dellerba.  il giovane professore, “per paura di ritorsioni,” si reca a Genova e lo scrutinio viene rinviato per la difficoltà del docente di partecipare on line.

Colpo di scena oggi nel corso dell’udienza a carico della ex dirigente dell’Ipsia Daniela Pistorino rinviata a giudizio per peculato, minacce, violenza privata, diffamazione e maltrattamenti nei confronti di docenti e personale amministrativo della scuola difesa e dall’avvocato Antonino Favazzo.

Il legale messinese, ascoltato il racconto del testimone, ha sollevato, infatti,  al Collegio presieduto dal giudice Carlo Alberto Indellicati (a latere Minieri e Romano) una eccezione. Secondo Favazzo  il teste, avvalendosi di giurisprudenza di Cassazione, avrebbe dovuto assumere la veste di “concorrente del reato di peculato”.

A questo punto il Collegio, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, nonostante il parere contrario della pm Veronica Meglio, secondo la quale il testimone in questione è parte offesa, ha interrotto l’esame, modificando il calendario delle udienze dovendo sentire altri testimoni potenzialmente nella stessa situazione in cui si è venuto a trovare il teste di oggi.   

In precedenza il docente aveva raccontato: “Non volevo che mi fossero mandate lettere di richiamo. Se non facevi quello che ti chiedeva la preside ti emarginava. Sentivo che c'erano toni molto accesi del tipo ‘Ti mando a calci a Sanremo, disonesti, lavativi, ladri, nullafacenti’. Aveva il timore che noi entrassimo a scuola di notte.  Eravamo tutti intimoriti, io mantenevo un profilo basso perché dovevo entrare di ruolo".

"Allo scrutinio del 15 giugno giugno 2020 non ho potuto partecipare perché avevo ricevuto un ordine di servizio per cui dovevo andare a prendere la preside con l' auto di servizio della scuola. Chiesi lumi alla dirigente preposta, la Dellerba, che mi ha detto di prenderla e andare. Sono andato, quindi, a prendere la dottoressa Pistorino perdendo tutta la giornata perché in autostrada c'era un incidente”.

Successivamente è stato interrogato un altro teste, un docente oggi in pensione che ha riportato essersi svolto il consiglio di classe in questione il 19 giugno ma “in un clima teso”,  con la preside Pistorino che a proposito del rinvio non avrebbe voluto che la causa fosse messa a verbale, dicendo “spetta a me dire quello che deve essere scritto”.

Si ritorna in aula il 7 febbraio quando verranno ascoltati i carabinieri che hanno verbalizzato le denunce. Udienze fissate fino al 28 marzo.

Diego David

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