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Politica | 20 gennaio 2023, 23:50

Majorino suona la carica a Busto: «Vinciamo in Lombardia e diamo una scossa a livello nazionale»

Il candidato presidente lombardo del centrosinistra è tornato in provincia di Varese per parlare soprattutto di sanità, ma non solo. Ad ascoltarlo una sala Tramogge gremita: «C’è molto da fare per via dei tanti ritardi accumulati. Con passione ed energia, ce la giochiamo per vincere e avere una Regione più ambiziosa»

Majorino suona la carica a Busto: «Vinciamo in Lombardia e diamo una scossa a livello nazionale»

Dopo l’apertura della campagna elettorale nel capoluogo, il passaggio a Somma Lombardo e Lonate Pozzolo e la tappa, solo pochi giorni fa, a Gallarate, Pierfrancesco Majorino è tornato in provincia di Varese.
Venerdì sera il candidato governatore del centrosinistra è stato a Busto Arsizio per parlare soprattutto di sanità, ma non solo. Prima di raggiungere la sala Tramogge dei Molini Marzoli praticamente “sold out”, ha visitato la casa circondariale, accompagnato dal consigliere regionale uscente Samuele Astuti e dalla consigliera comunale bustocca e provinciale Valentina Verga, entrambi in corsa per l’assise del Pirellone. «Questa volta ce la giochiamo – ha detto con sicurezza Majorino –. Vinciamo qui e diamo una grande mano anche a livello nazionale»

La «sfida nella sfida» di Busto

Prima del candidato presidente, sono intervenuti alcuni esponenti della coalizione che lo sostengono, introdotti dal segretario del Pd di Busto Paolo Pedotti. «Busto è una sfida nella sfida – ha esordito Valentina Verga –. Qui il centrodestra governa da 30 anni e qui viviamo tutte le criticità delle Regione. Ci sono lacune per quanto riguarda l’Asst Valle Olona. Stanno smantellando il presidio ospedaliero sul territorio e sentiamo spesso di medici che se ne vanno. Abbiamo i problemi dei pendolari, tra le inefficienze di Trenord e la mancanza di sicurezza nelle stazioni». E ancora «il tema delle abitazioni dell’Aler: quasi cento non sono occupate, in parte perché non ristrutturate, in parte perché non assegnate attraverso i bandi». Secondo Verga, invece, a funzionare è «la rete del volontariato. Bene che nel programma ci sia un patto con il forum del terzo settore, oltre a quello per l’eliminazione delle barriere architettoniche e un impegno per contrastare le discriminazioni di genere». Massimiliano Balestrero, capolista di Alleanza Verdi-Sinistra, ha insistito sulla necessità della programmazione, tanto in ambito sanitario quanto in fatto di ambiente. «C’è stato un continuo chiudere servizi senza programmare e questo ha fiaccato molto chi lavora nel sistema sanitario lombardo. Ripartiamo da loro», ha detto Leonardo Tomasello della lista Patto Civico per Majorino Presidente. Consumo di suolo, ospedale unico, inceneritore di Busto («da chiudere») i temi su cui si è soffermato Massimo Uboldi del Movimento 5 Stelle.

Di sanità, invece, ha parlato Samuele Astuti, capolista del Pd: «Oggi oltre un milione di persone non può accedere alle cure, 100mila i minori. Per chi non ha disponibilità economica, non c’è la possibilità di rivolgersi ai privati». Ancora: «Dai noi manca un luogo intermedio tra pronto soccorso e medici di medicina generale dove potersi recare per le prestazioni “normali”, come una medicazione. La Regione deve tornare a fare programmazione».

«Una Regione più ambiziosa»

«Dovremo batterci fino all’ultimo. C’è tanto da fare rispetto ai tanti ritardi accumulati. Con passione ed energia: ce la giochiamo per vincere».
Così Pierfrancesco Majorino ha scaldato la platea, per poi indicare la sua «priorità»: «La ricostruzione del sistema socio-sanitario. Trent’anni fa nessuno avrebbe immaginato di arrivare alle condizioni di oggi nelle nostre terre. Il tema delle liste di attesa è un fallimento che porta con sé grande ingiustizia».
Le case di comunità, al centro di molte discussioni, per il candidato del centrosinistra sono «da utilizzare in maniera completamente diversa rispetto a quanto accaduto fin qui. Non devono essere un tentativo scollegato dai fabbisogni territoriali, bensì lo snodo di una riarticolazione dei servizi e la bussola da offrire al cittadino per orientarsi».

Le stoccate hanno riguardato Fontana ma anche la sua ex vice Moratti: «Hanno parlato di criticità nella sanità e in Aler. Ho pensato ci fosse un caso di omonimia in Regione – ha ironizzato –. La rete dei servizi si è depauperata perché Regione si è chiusa in se stessa. C’è stato il favore al privato da una parte e totale inefficacia nel rapporto con le comunità dall'altra. Io sono un sostenitore del principio dell’autonomia, non sono un accentratore. Ma la Regione deve comunicare coi contesti locali».

E ancora: «Se rivince Fontana vi ritrovate Gallera. Vogliono fare quelli che a volte ritornano, ma noi glielo impediremo». Nel progetto di Majorino c’è «una Regione più ambiziosa. È mancata una politica pubblica sull’abitare, c’è la gestione di Trenord da ribaltare come un calzino. Ma ambizione vuol dire affrontare la grande questione ambientale, che può generare posti di lavoro; occuparsi dei fondi europei, gestire meglio un appuntamento come quello delle Olimpiadi invernali, avere un grande piano su arte, cultura, turismo di qualità».

Quindi la chiosa: «Mi chiedono chi me lo ha fatto fare. Io rispondo che con questa squadra vinciamo qui e diamo una grande mano perché a livello nazionale ci sia un’opposizione che sappia incalzare il governo Meloni e proporre un giorno un’alternativa credibile».

Riccardo Canetta

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