Il Nazionale

Cronaca | 08 agosto 2022, 18:29

Autostrade, l'accusa del pm: la galleria a rischio doveva essere chiusa

Prima del crollo della Galleria Bertè, sulla A26, ne era stata disposta la chiusura perché a rischio. Sono in tutto 56 gli indagati per omessa sicurezza

Autostrade, l'accusa del pm: la galleria a rischio doveva essere chiusa

La Galleria Bertè, nel tratto della A26 tra Masone e il bivio A26/A10, da cui si staccarono parti di soffitto nel dicembre 2019, non doveva essere aperta: la Commissione Permanente per le Gallerie aveva imposto la chiusura del tunnel ad Aspi prima del crollo, considerandola a rischio. 

Secondo il Pm, inoltre, non vennero eseguite le opere di mantenimento della funzionalità delle gallerie e non vennero eseguite le ispezioni. 

Per questi motivi Mirko Nanni, ex direttore del primo tronco, è indagato per omissione d'atti d'ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, inadempimento di contratto di pubbliche forniture.

Il prossimo 20 ottobre è stata fissata l’udienza, che vede indagate 56 persone in tutto: oltre a Nanni,  l'ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, Paolo Berti, ex direttore delle operazioni centrali, Antonino Galatà, ex ad di Spea, la società che si occupava delle manutenzioni, e i tecnici e dirigenti delle sue società. Le accuse sono contenute nell'avviso di fissazione di udienza stralcio per la selezione delle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta sulle barriere antirumore pericolose, sui falsi report sui viadotti e sulle mancate ispezioni alle gallerie.

Redazione

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