Politica | 25 novembre 2021, 11:47

Una mozione in consiglio comunale contro la violenza sulle donne e l'indipendenza economica

I consiglieri Giuseppe Pullara e Giudo Booldi di "Lavoriamo per Varese": «La violenza economica che gli uomini violenti effettuano sulle donne è una piaga subdola che va combattuta con prevenzione e politiche di welfare. E serve per tutti un cambio di mentalità»

Una mozione in consiglio comunale contro la violenza sulle donne e l'indipendenza economica

In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza maschile contro le donne istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il gruppo consiliare “Lavoriamo per Varese”, ha presentato una mozione volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e mettere in atto azioni concrete per eliminare questa piaga purtroppo molto diffusa anche sul territorio.

Nella mozione si chiede un impegno “a mettere in campo le politiche e le risorse necessarie, volte ad implementare progetti e percorsi di educazione finanziaria per le donne vittime di violenza, al fine di prevenire e contrastare la violenza economica, nonchè di favorire l’autonomia, l’empowerment e l'integrazione lavorativa delle donne, nella fase di uscita dall’esperienza di violenza”, si legge nel documento presentato dai consiglieri appartenenti al progetto civico riformista che sostiene il sindaco Galimberti.

«C’è una forma di violenza attraverso cui si esercita il potere maschile nelle relazioni di coppia, di cui poco si parla ma che è molto diffusa e talvolta difficile da riconoscere: la violenza economica. Questa è spesso una delle ragioni per cui le donne faticano a denunciare violenze in ambito familiare, soprattutto quando il partner detiene il potere economico, il controllo completo sulle finanze, sulle risorse familiari e sui figli. In tali situazioni, denunciando il partner violento e lasciando la relazione, le donne rischiano infatti di ritrovarsi senza una casa, senza risorse economiche, impossibilitate alla riorganizzazione materiale della propria vita, con la paura che le difficoltà economiche possano incidere anche nel rapporto con i figli; in tal senso gli strumenti di welfare a sostegno dei percorsi di libertà e autonomia delle donne rivestono un ruolo importante. Per questo confidiamo che la nostra mozione possa trovare pieno consenso in consiglio». Così affermano i consiglieri di Lavoriamo per Varese, Giuseppe Pullara e Guido Bonoldi, firmatari della mozione.

«È in questa direzione che va l’iniziativa fortemente voluta dalla ministra Bonetti e sostenuta dal parlamento, di istituire il cosiddetto Reddito di libertà: si tratta di un aiuto economico mensile per le donne che subiscono violenza, al fine di sostenere lo sviluppo di un progetto di vita indipendente. Questa misura si affianca all’importante lavoro che fanno istituzioni, le forze dell’ordine, la magistratura, il personale sanitario, i centri antiviolenza, e il terzo settore nei percorsi di protezione e autonomia. In questo contesto, promuovere a ogni livello l’educazione finanziaria può essere un importante strumento di prevenzione della violenza economica, e un acceleratore nel processo di uscita dalla violenza. Bisogna favorire percorsi di inclusione per tutte le donne che vogliono tornare ad essere protagoniste della propria vita, riappropriandosi della dimensione sociale, economica e professionale perduta. Dunque, lo scopo dei progetti e dei percorsi di educazione finanziaria è aiutare le donne a raggiungere autonomia economica e consapevole gestione del denaro e dei propri risparmi, un corretto uso degli strumenti bancari e di pagamento, una maggiore conoscenza delle opportunità̀ di tutela economiche, per contrastare le proprie vulnerabilità e per costruire un futuro indipendente», afferma il capogruppo Pullara.

«L'empowerment femminile in campo economico e finanziario costituisce un fattore importante per contrastare la violenza sulle donne, che si declina spesso come violenza psicologica oltre che fisica. Celebrare la giornata del 25 novembre con un impegno politico come la mozione, è prima di tutto un forte messaggio culturale. Oltre a questo, ritengo che questi temi dovranno trovare spazio anche all'interno di quel grande obiettivo che in campagna elettorale abbiamo denominato "Varese in salute". Serve un nuovo modello di welfare di comunità, che metta al centro la persona e tante vulnerabilità che spesso rimangono nascoste», conclude il consigliere di Lavoriamo per Varese, Guido Bonoldi

Redazione

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