Cronaca | 25 novembre 2021, 13:58

Omicidio Amoretti, in aula ricostruiti gli ultimi istanti di vita della vittima, i vicini: "Urla, sberle, e qualcuno disse 'Mario basta, Mario ma sei pazzo" (foto)

Accusato del delitto dell'orafo imperiese, avvenuto nell'agosto 2020 a Sanremo, il nicese Mario Bonturi, 64 anni

Omicidio Amoretti, in aula ricostruiti gli ultimi istanti di vita della vittima, i vicini: "Urla, sberle, e qualcuno disse 'Mario basta, Mario ma sei pazzo" (foto)

“Mario ma sei pazzo, Mario basta”: queste le parole pronunciate da un uomo “spaventato” e che potrebbero essere le ultime dette da Luciano Amoretti prima di essere ucciso. Lo hanno confermato i vicini di casa stamani chiamati a testimoniare dinnanzi la Corte d’Assise di Imperia, Indellicati presidente Bossi a latere, nel processo sull’omicidio del gioielliere imperiese.

Il 77enne è stato ucciso a martellate a Sanremo la notte tra l'1 e il 2 agosto dello scorso anno nel suo appartamento secondario in corso Garibaldi.  Alla sbarra c’è ’è Mario Bonturi, 64enne originario di Nizza Monferrato, difeso dal legale Gianluca Bona, che fin dall’arresto eseguito dalla Squadra Mobile e dagli agenti del commissariato matuziano ha confessato il delitto dell’orafo imperiese. L’imputato lo ha ucciso con una mazzetta da muratore, ma ha sostenuto di non aver agito con premeditazione. Tra i due quella sera è nata una violenta lite scaturita scaturita dalla mancata riconsegna di alcuni gioielli che l’imputato aveva precedentemente affidato alla vittima. 

E la lite è stata confermata dai due vicini di casa di Amoretti. Nello specifico una vicina, rispondendo alle domande del pm Francesca Buganè Pedretti, ha dichiarato di aver sentito, tra le 21 e le 21.30, alcune persone litigare. “Ho sentito urlare e poi il rumore di schiaffi, sberle e un tavolo rovesciato. Ma non sapevo precisamente da quale appartamento provenissero questi rumori. Poi, un uomo dalla voce spaventata ha detto ‘Mario ma sei pazzo, Mario basta’. Sono andata in balcone e ho urlato 'basta' affinché la lite si interrompesse e infatti non ho sentito più alcun rumore”. Un altro residente dello stabile di corso Garibaldi ha confermato quanto dichiarato precedentemente alla polizia ossia di aver sentito “persone litigare, dei piatti che cadevano per terra. Un gran frastuono e poi qualcuno che ha detto ‘basta’”.  

Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Sanremo e dalla Squadra mobile imperiese il pomeriggio dell’1 agosto Bonturi giungerà nella città dei fiori insieme all’amico Giuseppe Diotti, anche lui di Nizza Monferrato, la cui posizione però è stata stralciata e probabilmente archiviata. Quest’ultimo era giunto in riviera insieme a Bonturi in auto, ma già dall'interrogatorio di convalida, al seguito del quale per lui vennero disposti i domiciliari, si era detto totalmente estraneo alla vicenda, spiegando al gip di aver accompagnato Bonturi e di essersi fermato a Sanremo mentre l'altro incontrava Amoretti. Durante l'omicidio di Amoretti infatti, si trovava in giro per la città. Per provarlo avrebbe mostrato agli inquirenti un selfie scattato davanti la statua di Mike Bongiorno, la stessa sera dell'omicidio. 

“Vedendo l’auto di mio padre parcheggiata alla pensilina, ha riferito stamani in aula la figlia Paola, costituitasi parte civile insieme alla sorella e rappresentata dall'avvocato Bruno Di Giovanni, ho capito subito che era successo qualcosa. Era solito infatti, parcheggiarla nello spazio adiacente alla sua abitazione. Non l’avrebbe mai lasciata lì”. La figlia è stata la prima a vedere il corpo martoriato del padre e a chiamare le forze dell’ordine.  

Sul banco dei testimoni stamani il vice ispettore della Polizia di Stato, Salvatore Florio, che ha preso parte ad alcuni sopralluoghi sulla scena del crimine. “Abbiamo rilevato tracce da imbrattamento di sangue - ha riferito- in tutto il corridoio dell’abitazione, sul pavimento e anche sulle pareti. Dalle tracce rilevate e anche da come si presentava la scena, c’erano molti oggetti rotti e il tavolo rovesciato, l’azione è stata molto violenta. Sul capo della vittima poi, c’era una ferita profonda tra gli otto e i dieci centimetri. Mancava una parte di teca cranica che poi è stata rinvenuta accanto ai fornelli della cucina”. Stando quindi alle risultanze investigative e anche alle condizioni del cadavere e della casa il delitto è stato molto violento. Bonturi infatti, si sarebbe scagliato contro Amoretti diverse volte colpendolo più volte alla testa con una mazzetta da muratore. Attrezzo che, però avrebbe trovato in casa sua e non sarebbe stata portata con sé.

L’imputato inoltre, è accusato anche di aver rubato alcuni gioielli subito dopo l’omicidio. Si tratta di alcuni diamantini che gli erano stati affidati da un gioielliere sanremese, adesso residente in Belgio. “Sapevo che era in difficoltà economiche, ha detto oggi alla Corte il commerciante, e gli avevo consegnato questi diamantini sintentici, un prodotto nuovo, per provare a venderli. Mi disse di avere qualche cliente interessato, ma al momento della consegna non me li pagò. Dopo la sua morte alcuni mi vennero restituiti altri invece, non li ho più recuperati”. Della consegna di questi diamantini ha riferito anche il fratello del gioielliere, titolare di un’orologeria a Sanremo. “Mio fratello mi disse che Amoretti sarebbe passati a ritirarli e che avrebbe pagato bene. Mi riferì anche che Amoretti li avrebbe dati ad una persona di Torino, ma non so chi”. 

Il processo è stato aggiornato al 16 dicembre e proseguirà nell’ascolto di altri testimoni. 

Angela Panzera (Imperia News)

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