Che le elezioni vengano vinte da Paolo Damilano o da Stefano Lo Russo, la prima unione civile della prossima amministrazione verrà celebrata dal futuro sindaco, con la fascia tricolore. E’ questa la fotografia che evidenzia come sul tema dei diritti, i candidati sindaci torinesi non abbiano alcuna voglia di fare passi indietro. Anzi.
Lo Russo e Damilano: “Da sindaci celebreremo unioni civili”
Nel dibattito tra candidati organizzato dal Pride, Stefano Lo Russo e Paolo Damilano sembravano aver ritrovato quell’armonia persa negli ultimi giorni, salvo poi "battibeccare" sul finale. A mettere d’accordo i due in ogni caso, la strada che Torino prenderà sul tema dei diritti. “Da sindaci, celebreremo direttamente le prime unioni civili” hanno promesso Damilano e Lo Russo. Anche per la questione del riconoscimento dei figli di coppie omogenitoriali e famiglie arcobaleno, entrambi hanno dimostrato di riconosce il lavoro svolto da Chiara Appendino e dalla sua amministrazione. “Non voglio fare passi indietro rispetto ai diritti conquistati dalla Città di Torino, esempio virtuoso” ha affermato il candidato del centrodestra, pur auspicando un chiarimento in termini di legge da parte dello Stato. “Andremo avanti, i sindaci hanno un ruolo simbolico e solleciterò il Parlamento ad accelerare. E’ il dovere di un sindaco, pur non essendo di sua pertinenza, utilizzare politicamente il ruolo che ha per sollecitare i parlamentari” ha risposto Lo Russo.
Damilano dribbla i partiti: “Torino Bellissima ha autonomia decisionale”
Pungolato sul fatto di avere alle spalle partiti che spesso hanno avuto posizioni conservatrici circa i diritti, Damilano ha gonfiato il petto e fatto pesare il risultato ottenuto al primo turno dalla sua lista civica: “Torino Bellissima ha ottenuto un largo consenso. Abbiamo una totale indipendenza e forza per esercitare le nostre idee: cI sono leggi e il sindaco di Torino le rispetterà”.
Lo Russo: “Il mio centrosinistra andrà avanti”
Se il candidato sindaco del centrodestra è appoggiato da una coalizione che vede al suo interno forze politiche come il Popolo della Famiglia, è altrettanto vero che anche Stefano Lo Russo, a detta di Alessandro Battaglia (coordinatore di Torino Pride), viene sostenuto da forze cattoliche spesso molto rigide in tema di diritti: “Nel centrosinistra il quadro maggioritario è chiaro, non ci saranno mai problematiche di questo tipo. Nel ruolo di sindaco non avrò nessuna difficoltà a prendere impegni pubblici e privati, ma nel centrosinistra non ci sono problemi di questo tipo. Non avremo alcun dubbio a condividere questa linea”.
Assessorato e fondi
Entrambi, inoltre, hanno accolto con favore la proposta di Alessandro Battaglia, di potenziare l’assessorato ai Diritti e di trattare quest’ultimi in maniera trasversale, coinvolgendo tutti gli altri assessorati. “Sono convinto che bisognerà implementare dotazione dei fondi, arriveranno risorse del Pnrr” ha ricordato Damilano. “Ci troveremo a governare una macchina comunale con evidenti criticità in alcuni settori. Voglio riorganizzarla, nominare un nuovo direttore generale e rivedere le strategie: è una questione di grande rilevanza, credo che dovremmo far diventare questa dinamica trasversale” ha risposto Lo Russo.
Damilano: “Basta con la storia dell’uomo nero”. Lo Russo: “Resisterà alla spinta di Fratelli d’Italia?”
In un dibattito sereno, l’unico momento di confronto si è registrato quando Lo Russo ha attaccato Damilano su un possibile condizionamento su un tema come l’aborto e i consultori da parte di Fratelli d’Italia: “Non vorrei che quello capitato in Regione, capiti anche in Comune: se la trazione è quella di Fratelli d’Italia. Cirio ha digerito la posizione sui consultori, Damilano farà lo stesso?”. Una provocazione che non è piaciuta a Damilano: “Ho detto dal primo momento che difenderò i diritti, condannerò ogni violenza. I cittadini torinesi hanno deciso di votare la mia lista: mi spiace riscontrare che quasi tutta la serata sia stata organizzata per mettere in difficoltà me e la mia coalizione. I torinesi che mi hanno votato meritano rispetto. Non sono l’uomo nero”.

















