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Politica | 04 agosto 2026, 13:10

Ex Ilva, la minoranza chiede Consiglio regionale straordinario. Piana: “Cornigliano è un asset strategico, tutela del lavoro priorità assoluta”

Dopo la videoconferenza tra il ministro Urso, il presidente Bucci e la sindaca Salis, le opposizioni sollecitano un confronto dedicato sul futuro dello stabilimento genovese. L'assessore aggiorna l'aula sui tavoli ministeriali e apre a un documento condiviso

Ex Ilva, la minoranza chiede Consiglio regionale straordinario. Piana: “Cornigliano è un asset strategico, tutela del lavoro priorità assoluta”

Un consiglio regionale straordinario, da convocare tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, per fare il punto sulla vertenza e sui prossimi passaggi dopo la videoconferenza dei giorni scorsi tra il presidente della Regione Marco Bucci e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Questa la richiesta della minoranza in consiglio regionale. 

A presentare la richiesta è stata iol consigliere Armando Sanna, che ha spiegato come l'iniziativa nasca dalla “grande preoccupazione e incertezza” che grava sul futuro degli stabilimenti e dei lavoratori. La minoranza aveva già chiesto un'informativa in aula per conoscere i contenuti dell'incontro tra Bucci e Urso e ha depositato anche un ordine del giorno sul tema.

“Il futuro dell'Ilva e dei suoi lavoratori coinvolge tutti - ha affermato Sanna, spiegando che l'obiettivo era portare a conoscenza del Consiglio quanto emerso dal confronto con il Governo e individuare una posizione condivisa, anche in assenza del Presidente della Giunta regionale. Per questo, ha annunciato la richiesta di un Consiglio straordinario dedicato alla vertenza, così da approfondire nel dettaglio i prossimi sviluppi per il sito di Genova.

A rispondere è stato il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Alessio Piana, che ha fornito un aggiornamento sulla situazione, dichiarandosi disponibile a lavorare a un documento unitario da condividere con tutte le forze politiche “per dare ulteriore forza all'azione che la Regione sta portando avanti sul tavolo nazionale”.

Piana ha ricordato che il quadro si è aggravato dopo la sentenza del 27 luglio della Corte d'Appello di Milano, che ha disposto la chiusura entro 90 giorni dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto per la mancata messa in sicurezza dell'impianto. Una decisione che “rischia di avere effetti diretti anche sugli stabilimenti che effettuano lavorazioni a freddo, tra cui Cornigliano, qualora venisse meno la produzione proveniente da Taranto”.

L'assessore ha quindi ripercorso gli ultimi passaggi istituzionali. Il 28 luglio il ministro Urso ha convocato un confronto in videocollegamento con il presidente Bucci e la sindaca Salis, durante il quale è stato fatto il punto sulla vertenza e annunciato l'avvio di una serie di tavoli tecnici. Nella giornata odierna è in corso il confronto con le organizzazioni sindacali; il giorno successivo sono previsti gli incontri con Confindustria, Federacciai, Federmeccanica e le principali imprese siderurgiche, oltre a un tavolo dedicato al territorio di Taranto. Il 6 agosto è invece previsto il confronto con le aziende dell'indotto. Al termine di questo percorso, il ministro si è impegnato a un nuovo aggiornamento con Regione e Comune.

Piana ha inoltre riferito che è stata illustrata la disponibilità del gruppo Jindal a garantire forniture di bramme, nell'ambito della manifestazione di interesse presentata ai commissari straordinari di Ilva e Acciaierie d'Italia per assicurare continuità alle lavorazioni a freddo anche nell'eventualità di un blocco della produzione a caldo.

Ribadendo la posizione già espressa dalla Regione, Piana ha sottolineato che “lo stabilimento di Cornigliano rappresenta un asset strategico per la siderurgia italiana” e che “la tutela dell'occupazione e la continuità produttiva del sito devono rimanere priorità assolute”. Ha quindi evidenziato la necessità che ogni decisione venga condivisa con il territorio, tenendo conto delle esigenze di Genova, della Liguria e della loro storia industriale.

L'assessore ha ricordato che il sito genovese conta circa 900 addetti operativi e che già oggi lavora al di sotto delle proprie potenzialità. Per questo, ha assicurato che la Regione continuerà il confronto con il Governo e con le organizzazioni sindacali affinché “Cornigliano non paghi il prezzo di una situazione che potrebbe avere conseguenze pesanti sulla produzione e sull'occupazione”.

Al termine dell'informativa, Sanna si è detto insoddisfatta delle risposte ricevute, sostenendo che dall'aula non siano emersi elementi nuovi rispetto a quanto già noto. Da qui la conferma della richiesta di convocare un Consiglio regionale straordinario, ritenuto necessario per affrontare una vertenza che continua a destare forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento genovese e dei suoi lavoratori.

Chiara Orsetti