Cronaca | 19 aprile 2021, 13:01

Tartufi, in tre nei guai per un giro di fatture false. Udienza preliminare a 15 mesi dalla fine indagini

Il rinvio dovuto a un’errata notifica. L’avviso di conclusione delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza era arrivato nel giugno dello scorso anno

Tartufi, in tre nei guai per un giro di fatture false.  Udienza preliminare a 15 mesi dalla fine indagini

A poco meno di un anno dalla notifica dell’avviso di conclusione indagini (nel giugno 2020), si è svolta nei giorni scorsi presso il Tribunale di Asti (giudice Giorgio Morando, pubblico ministero Gabriele Fiz) l’udienza preliminare volta a decidere in merito al rinvio a giudizio di tre imprenditori operanti nel settore dei tartufi, che, sulla base di una serie di accertamenti svolti anche mediante controlli incrociati dai Gruppi della Guardia di Finanza di Bra e Mondovì, sono indagati per un presunto giro di fatture false relativo a fatti del 2017.

Al primo soggetto - legale rappresentante e amministratore di fatto di una società che si occupa di commercializzazione di tartufi e prodotti alimentari viene contestato di avere emesso, tra l’aprile e l’ottobre del 2017, qualcosa come 76 fatture per operazioni giudicate inesistenti in favore del secondo soggetto, un noto e grosso imprenditore tartuficolo albese, titolare di un’attività operativa con vendite sul territorio nazionale e internazionale.

Sempre al primo imprenditore, nella sua qualità di amministratore, viene anche contestato, sempre relativamente all’anno fiscale 2017, di avere occultato documenti di cui è obbligatoria la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei suoi redditi e del suo giro d’affari.

L’accusa nei confronti del secondo soggetto è invece quella di essersi servito di quell’ingente numero di documenti fiscali ritenuti falsi annoverandoli tra gli elementi passivi del proprio bilancio, con l’intento di alterarne le risultanze in quanto a reddito imponibile e di trarne quindi vantaggio in termini di minori imposte sui redditi e gettito Iva. Al terzo soggetto viene contestata la dichiarazione fraudolenta mediante il ricorso a fatture per operazioni inesistenti emesse da altre società.

Il pubblico ministero Fiz ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e tre gli indagati, mentre l’avvocato albese Roberto Ponzio, difensore dell’imprenditore albese (il primo imprenditore è invece rappresentato dall’avvocato Ileana Marmi di Cuneo, l’ultimo dai legali Francesco Violo del foro di Catania e Ferruccio Rattazzi di Asti), ha sollevato un’eccezione preliminare in ragione di un’errata notifica. Eccezione che il giudice Morando ha accolto, differendo l’udienza preliminare al prossimo 14 settembre.

Ezio Massucco

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