Cronaca | 08 aprile 2021, 16:04

Atc scrive al prefetto Palomba: “Stabili dismessi per accogliere le persone sgomberate dalle case popolari occupate”

La proposta, avanzata dal presidente Bolla, è nata per smorzare le crescenti tensioni sociali. Gli alloggi attualmente occupati sono 177 in tutta la città, di cui 61 in Circoscrizione 6

Atc scrive al prefetto Palomba: “Stabili dismessi per accogliere le persone sgomberate dalle case popolari occupate”

Quello delle case popolari occupate è un tema sempre destinato a scaldare gli animi tra chi vorrebbe sgomberi certi e tempestivi e chi invece un approccio fatto di assistenza e accompagnamento ai nuclei famigliari in difficoltà.

Il presidente di Atc Emilio Bolla, a proposito, ha inviato una lettera al prefetto Claudio Palomba con la richiesta (da sottoporre alla valutazione del Tavolo Inter-istituzionale dedicato, ndr) di accogliere le persone e le famiglie sgomberate in alcuni stabili dismessi di proprietà dell'ente.

Obiettivo: smorzare le tensioni sociali

Al momento, a Torino, gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica gestiti da Atc sono in totale 18mila 512, di cui 177 occupati abusivamente. La proposta è partita anche per cercare di dare una risposta alle crescenti tensioni sociali nei quartieri della città: “I fabbricati - hanno fatto sapere dalla stessa Atc – possono essere usati come sistemazione temporanea per le persone allontanate dall'occupazione, che non possono essere messe in strada anche in relazione alle situazioni di fragilità e alla presenza di minori, dandogli la possibilità di avere un letto mentre si sta valutando l'inserimento in un percorso abitativo alternativo”.  

Il caso della Circoscrizione 6

Secondo i dati forniti da Sonia Schellino e dalla Polizia Municipale, invece, nel solo territorio della Circoscrizione 6 le occupazioni ammontano a 62: in 51 casi sono presenti minori, in 3 persone con disabilità e in altri 3 donne in gravidanza: “Nel corso del 2020 - ha sottolineato la vice-sindacanella zona sono stati recuperati 29 alloggi, più altri 10 nei primi mesi del 2021. Per contrastare il fenomeno ribadisco l'importanza di ridurre al minimo i tempi necessari alla riassegnazione: la nostra attenzione e quella del nucleo specializzato della polizia municipale non si è mai allentata; non dobbiamo dimenticare però il fatto che, in presenza di bambini, persone con disabilità e donne incinte, ci sono delle procedure da rispettare che impongono cautela”.

Un gruppo di residenti nelle case popolari di via Ghedini, via Cravero e via Gallina, intanto, sta portando avanti una petizione per chiedere lo sgombero degli alloggi occupati da famiglie Rom: “Queste persone - hanno dichiarato – sporcano, rompono e disturbano durante la notte. Perché le case non vengono assegnate a chi ne ha diritto? Lasciandole vuote si sta dando la possibilità di occuparle, non state intervenendo e i risultati non si vedono”.

A rispondere è stata ancora una volta la vice-sindaca Schellino: “Capisco l'esasperazione - ha precisato – ma faccio notare che un terzo degli occupanti è italiano e che escludo categoricamente la presenza di persone sgomberate dal campo di via Germagnano”.

Sistemi di allarme per tutelare le case

Da Atc, infine, sono stati resi noti altri importanti dati: “Nel 2020 - hanno concluso – sono stati messi a disposizione 365 appartamenti nella sola città di Torino, mentre in questo inizio 2021 sono state ristrutturate e riconsegnate alla Città altre 172 unità abitative con tempi medi di lavorazione stimati in 60-90 giorni. Per la salvaguardia del patrimonio, infine, sono stati investiti 50mila euro per l'installazione di sistemi di allarme nelle situazioni più a rischio, grazie ai quali sono stati impediti diversi tentativi di occupazione”.

Marco Berton

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