“Con classi di trenta persone la didattica in presenza non va bene, bisogna dimezzare il numero. Crediamo che servano più assunzioni e per questo oggi diciamo stop alle classi pollaio”. Parole di Dario Pio Muccilli, studente di quinta superiore e referente del gruppo Rinascimento studentesco.
Muccilli insieme a una cinquantina di persone, tra docenti, genitori e altri studenti, oggi pomeriggio ha protestato sotto la sede dell’Ufficio scolastico regionale. “Siamo tutti contenti per la socialità ritrovata, ma in alcuni contesti le cose stanno funzionando perché i mezzi pubblici a disposizione non sono ancora sufficienti”. I manifestanti chiedono, in particolare, che “gli stanziamenti del Recovery Fund non si limitino a essere utilizzati per una digitalizzazione che troppo spesso assume un ruolo preponderante e sopravvalutato rispetto a misure e azione che, invece, sarebbero davvero urgenti e risolutive".
La speranza, quindi, è quella di avere "una scuola migliore, una scuola in presenza che offra un modello di cooperazione e di vera inclusione. Una scuola che sia palestra di democrazia e partecipazione. Una scuola che permetta di affermare pienamente l’indirizzo egualitario della costituzione repubblicana”.
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