La notizia ufficiale, vera e confermata, per il momento è questa: all’ospedale Evangelico - San Carlo di Voltri sono iniziate le dimissioni, praticamente ‘in massa’, dei degenti che erano ricoverati nei reparti di chirurgia e di ortopedia, che sono stati spediti a casa o spostati presso altre strutture. Contestualmente le persone che avevano un intervento programmato nelle prossime settimane sono state contattate, è stato comunicato loro che l’operazione è saltata e sono stati invitati a recuperare in ospedale la propria cartella clinica per andare pure loro a rivolgersi altrove.
Come mai tutto questo? Perché questa smobilitazione quasi totale, partita questa mattina e senza alcun tipo di preavviso? E qui si entra nel campo delle notizie non confermate, anche se quanto fatto sinora lascia andare completamente in una determinata direzione. L’allarme è stato lanciato questa mattina da Valter Ferrando, consigliere regionale del Partito Democratico, uomo di punta a Ponente, anche in termini di consensi, e da sempre impegnato sul territorio: “A sorpresa, nottetempo, la Giunta Toti e Alisa hanno deciso di chiudere l’ospedale Evangelico di Voltri per trasformarlo nel centro di raccolta dei pazienti affetti da coronavirus della zona di Genova e forse di tutta la Liguria, bloccando tutte le attività e predisponendo lo svuotamento dei reparti e la chiusura del Pronto soccorso, predisponendo le dimissioni o il trasferimento dei pazienti attualmente ricoverati. Sta accadendo una cosa gravissima perché l’ospedale di Voltri ha reparti di eccellenza che svolgono un’attività importantissima e qualificata per i cittadini del Ponente. Un ospedale per la cui tenuta in vita sono stati fatti negli anni scorsi tantissimi sacrifici”. Secondo Ferrando “questo colpo appare come un ulteriore schiaffo ai cittadini del Ponente genovese, che va a sommarsi a tutte le altre servitù negative che già questo pezzo di territorio deve sopportare. Non si capisce inoltre il silenzio assordante di fronte a questa vicenda dei vertici dell’ospedale e della comunità valdese titolare della concessione trentennale. Erano informati? Sono d’accordo su quanto sta succedendo? Ovviamente siamo in attesa di conoscere più precisamente l’evoluzione e si preannuncia una grande mobilitazione per impedire questo folle gesto di prepotenza”.
Le parole di Ferrando hanno subito fatto il giro della rete in maniera pure piuttosto virale. A seguire è arrivata la dura presa di posizione del sindaco di Arenzano, Luigi Gambino: “Pur nella comprensione della gravità, e dell’emergenza della situazione, non trovo nessuna logica nella scelta, peraltro non condivisa con i territori, di destinare l’ospedale Evangelico di Genova Voltri ai ricoverati per il coronavirus. Non si tratta, in questo caso, della solita battaglia di quartiere, del ‘non a casa mia’, ma di semplice buon senso. Arenzano, Cogoleto, la Valle Stura e i cittadini del Ponente genovese hanno, ad oggi, grandi problematiche logistiche legate alle infrastrutture. Basti pensare all’Aurelia chiusa in caso di allerta, alla A26, al ponte Morandi. Perdere, in caso di emergenza e di necessità, questo importante riferimento ospedaliero, lo ritengo pericoloso e irrispettoso e, come sindaco, ho il dovere di difendere la salute e la sicurezza della mia comunità”.
Nella mattinata, man mano che la notizia prendeva sempre più corpo, il presidente del Municipio VII Ponente Claudio Chiarotti ha provato più volte a mettersi in contatto con l’assessora regionale alla Sanità Sonia Viale, ma per il momento senza alcun tipo di riscontro. Secondo Chiarotti “c’è forte preoccupazione, in merito alla notizia comparsa a mezzo social sulla ventilata chiusura dell’ospedale Evangelico di Voltri, per dedicarlo in via esclusiva a struttura riservata a pazienti affetti da coronavirus. Consapevoli dello stato di emergenza che vive il Paese e pur riconoscendo la necessità di una presa di responsabilità collettiva, privare la comunità dei servizi di questa struttura ospedaliera, a partire dal Pronto soccorso, avrebbe ricadute pesantissime. Con forza ribadiamo che questo presidio ospedaliero è stato rivendicato da questo Municipio e dai Comuni limitrofi in quanto l’unico presente nel vasto territorio compreso tra Savona e Sampierdarena. Ancora una volta, la scelta di escludere le istituzioni locali dal percorso decisionale impedisce ai cittadini di veder pienamente rappresentate le proprie preoccupazioni ed istanze”.
L’assessora Viale, pur non parlando con i colleghi impegnati direttamente sul territorio, s’è invece espressa in favore di microfoni provando a chiarire la situazione: “È in corso una riorganizzazione per individuare 65 posti per terapia intensiva (con possibilità di dedicarne ulteriori) e 250 posti per malattie infettive, che verranno recuperati coinvolgendo tutti gli ospedali liguri, da Ventimiglia a Sarzana. Non c’è un’azione su un solo ospedale di un’area o di un’altra, ma è stata fatta una valutazione su tutta la rete ospedaliera ligure. Quindi nessuno si deve sentire penalizzato, è un lavoro di sistema. Stiamo ragionando come se ci fosse un unico ospedale ligure che si sta attrezzando per l’emergenza, per accogliere le persone che ne avranno bisogno”. Secondo Viale “i numeri di posti letto aggiuntivi necessari sono stati stimati dai nostri esperti sulla base anche dell’andamento della situazione in Lombardia. Non è un bisogno di oggi ma è una prospettiva possibile per cui non vogliamo essere colti impreparati. Le prime modifiche sono già in corso e necessariamente richiedono di una pianificazione. Si tratta di una scelta ragionevole, anche sulla base del provvedimento nazionale del 4 marzo che ha imposto un rallentamento di tutte le attività del paese. È un momento in cui serve prudenza e cautela”.
Cronaca | 06 marzo 2020, 16:03
Voltri, ospedale smobilitato causa coronavirus
Dimessi i ricoverati nei reparti di ortopedia e chirurgia, annullate le operazioni in calendario. Ferrando: “La Giunta regionale vuole trasformare il nosocomio in un centro per gestire l’epidemia”
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