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Politica | 08 novembre 2026, 10:25

Virginia Raggi ad Asti: "La politica torni a rispondere ai cittadini e non ai poteri forti" [VIDEO INTERVISTA]

Al Foyer delle Famiglie il confronto con l'ex sindaca di Roma sul governo locale: trasparenza negli appalti, difesa della scuola pubblica e contrasto alle logiche spartitorie

Virginia Raggi ad Asti: "La politica torni a rispondere ai cittadini e non ai poteri forti" [VIDEO INTERVISTA]

Ieri pomeriggio il Foyer delle Famiglie si è riempito per accogliere Virginia Raggi, già sindaca di Roma e consigliera capitolina di minoranza, ospite del primo di una serie di incontri pubblici promossi dal Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni amministrative. A fare gli onori di casa sono stati il capogruppo consiliare Massimo Cerruti, l'ex consigliere Giorgio Spata e l'attivista Simone Mastrolia, prima di cedere la parola all'avvocato Alberto Pasta che ha condotto l'intervista. L'iniziativa ha voluto sancire anche sul piano politico la convergenza delle forze civiche e progressiste locali, riunite a sostegno del candidato sindaco Michele Miravalle, presente in sala insieme alla consigliera comunale Vittoria Briccarello (entrambi chiamati a intervenire sul palco) e ad altri colleghi consiglieri di minoranza.

Dalla carrozzina in periferia all'aula consiliare

Ripercorrendo la propria parabola personale, l'ex prima cittadina ha spiegato come la sua passione per la cosa pubblica non sia nata nelle segreterie di partito, bensì dall'esperienza diretta di madre nella periferia romana: "Nel 2010, quando è nato mio figlio, ho iniziato a vivere il quartiere con la carrozzina e mi sono resa conto dei problemi quotidiani, dai parapedonali mancanti agli autobus che non arrivavano alla stazione", ha ricordato.

La spinta a impegnarsi in prima persona è scaturita dalla reazione disarmante dei rappresentanti municipali dell'epoca di fronte alle prime petizioni popolari: "Ci chiesero quale consigliere ci mandasse, convinti che fossimo un gruppo di pressione legato a qualche avversario politico", ha raccontato. Da quell'episodio è maturata la scelta di aderire ai primi banchetti del Movimento 5 Stelle, approdando all'opposizione in Campidoglio nel 2013 e vincendo le elezioni alla guida della città nel 2016 con ventinove seggi di maggioranza.

Lo scontro con la burocrazia e il salvataggio dei servizi pubblici

L'insediamento da prima cittadina ha aperto una fase di durissimo confronto con la macchina burocratica capitolina e con le logiche spartitorie ereditate dal passato. L'ex sindaca ha ripercorso le criticità legate alla manutenzione del verde urbano, con un comune esteso e oltre trecentomila alberature affidate a soli trecento giardinieri comunali dopo lo scioglimento dei contratti con le cooperative coinvolte nell'inchiesta Mafia Capitale. Tra veti della Regione sui piani di assunzione e vincoli di spesa, il Campidoglio è riuscito a sbloccare 108 milioni di euro per bandi aperti e trasparenti.

Non sono mancati aneddoti sulle resistenze degli uffici di fronte alla pretesa di applicare il Codice degli appalti, tra dirigenti che consideravano i fascicoli non pronti perché "dovevano ancora maturare" o commissioni rimaste bloccate per l'assenza dell'unico funzionario ritenuto competente sul comparto. Sul fronte delle società partecipate, la consigliera ha rivendicato il salvataggio di Atac, l'azienda municipale dei trasporti ereditata con un debito di un miliardo e trecento milioni di euro: "I creditori chiedevano di portare i libri in tribunale, ma con il concordato preventivo in continuità abbiamo risanato i conti, preservato dodicimila posti di lavoro e rinnovato la flotta dei bus", ha sottolineato.

La legalità intransigente contro i poteri consolidati

Il punto focale della testimonianza ha riguardato il contrasto alla criminalità organizzata, culminato nel blitz del 18 novembre 2018 all'Acquedotto Felice. In quella circostanza un contingente di seicento agenti delle forze dell'ordine ha vigilato e consentito agli operao l'abbattimento delle villette abusive realizzate negli anni Settanta dal clan Casamonica all'interno di terreni pubblici e persino a ridosso delle arcate storiche.

L'operazione, che comportò all'ex sindaca il rafforzamento delle misure di scorta a causa di minacce di attentati, è stata definita un atto di normale ripristino delle regole: "Nessuno di loro credeva che saremmo andati fino in fondo, perché per cinquant'anni la politica aveva preferito voltarsi dall'altra parte per convenienza", ha ricordato, evidenziando il sollievo e le lacrime dei residenti finalmente liberati da un clima di costante sopraffazione.

Il no alle Olimpiadi speculative e il peso del debito storico

L'ex prima cittadina ha spiegato anche i motivi che portarono al ritiro della candidatura di Roma per i Giochi olimpici del 2024, scelta contestata all'epoca dai comitati sportivi e dalle forze di governo. All'origine della decisione vi era la situazione finanziaria critica della Capitale, gravata da oltre sedici miliardi di euro di passività storiche collocate nella gestione commissariale, che pesano sui bilanci annuali per circa duecento milioni di euro e che vedevano ancora rate da saldare persino per gli espropri dell'edizione olimpica del 1960.

Rifiutando l'etichetta delle "Olimpiadi del mattone" incentrate su opere faraoniche destinate all'abbandono, è stata ribadita una linea di principio valida per ogni amministrazione: "Se un'infrastruttura serve a una comunità, lo Stato e gli enti locali devono finanziarla e costruirla nei bilanci ordinari, non usare i grandi eventi come pretesto per bypassare le procedure di controllo e generare debiti per le generazioni future".

Nel corso dell'intervista c'è stato spazio anche per una sarcastica domanda dell'avvocato Pasta che le ha chiesto provocatoriamente se le fosse mai capitato di presiedere un istituto bancario mentre guidava la giunta capitolina: una stoccata diretta al doppio incarico assunto fino a poche settimane fa dal sindaco Maurizio Rasero, a cui l'ospite ha replicato ricordando di essersi persino sospesa dall'albo professionale forense durante il mandato per garantire la totale esclusività del proprio servizio istituzionale.

La difesa della scuola pubblica e l'alternativa per Asti

Lo sguardo si è poi allargato alle questioni di respiro nazionale, a partire dalle recenti manifestazioni studentesche e alle rivendicazioni del comparto scolastico. L'ex sindaca ha criticato la deriva aziendalista dell'istruzione, denunciando i tagli continuativi inferti alla sanità, all'università e al welfare a fronte della decisione dei governi di allentare i vincoli di bilancio solo per sostenere la spesa in armamenti: "La scuola deve formare cittadini liberi e dotati di senso critico, capaci di pretendere salari dignitosi e di rifiutare lo sfruttamento, non semplici ingranaggi per il mercato del lavoro", ha ribadito richiamando i principi dell'articolo 11 della Costituzione.

Nelle battute conclusive dell'incontro sono intervenuti la consigliera Briccarello e il candidato sindaco Miravalle. Nel ringraziare l'ospite per la testimonianza, quest'ultimo ha rimarcato l'importanza del lavoro collettivo per voltare pagina ad Asti: "La determinazione dimostrata a Roma contro i poteri opachi deve essere la nostra guida per contrastare le infiltrazioni criminali anche nel nostro territorio e costruire un'amministrazione fondata sull'ascolto e sul rispetto delle persone". Il confronto si è concluso con l'impegno di proseguire la serie di incontri nei quartieri per definire il programma amministrativo condiviso.

La videointervista

Al termine dell'appuntamento, l'esponente pentastellata ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande, affrontando i temi centrali del dibattito: il percorso di maturazione del Movimento — passato dalla protesta alla proposta —, la parità di genere e il ruolo delle donne nella società, le critiche alle misure sulla sicurezza messe in campo dal governo Meloni e gli scenari futuri del campo progressista, con una chiara presa di posizione a favore della leadership di Giuseppe Conte.

Nel video, l'intervista integrale a Virginia Raggi.

Gabriele Massaro

In Breve