Il Nazionale

Cronaca | 06 novembre 2026, 17:34

Vende il divano online, ma finisce per ricaricare le carte dei finti acquirenti: si chiude il dibattimento in Tribunale

A processo tre imputati originari del Friuli-Venezia Giulia. Alla vittima, un cittadino cuneese, avrebbero sottratto mille e 200 euro con l'inganno

Vende il divano online, ma finisce per ricaricare le carte dei finti acquirenti: si chiude il dibattimento in Tribunale

Quella che doveva essere la semplice e comune vendita di un divano e di due poltrone attraverso un annuncio su internet si è trasformata in una complessa vicenda giudiziaria. Si è chiusa oggi, nell'aula del giudice monocratico, Elisabetta Meinardi, a Cuneo, l'istruttoria dibattimentale su una truffa consumata il 18 marzo del 2021.

Tutto era partito da poche righe pubblicate sulla piattaforma subito.it. Un venditore aveva messo in vetrina i propri mobili usati, attirando l'attenzione degli acquirenti. Secondo l'accusa, gli interlocutori sarebbero riusciti a conquistare la fiducia dell'uomo, convincendolo a seguire una procedura del tutto anomala: recarsi di corsa a uno sportello bancomat e digitare il pin, con la finta promessa che quel gesto fosse indispensabile per vedersi accreditare la somma pattuita.

Una messinscena studiata che avrebbe permesso di far convergere il denaro direttamente su carte postepay ricaricabili: un primo versamento da mille euro e un secondo da 207 euro.

Gli imputati sono una donna, M.H 32 anni di Udine, e due uomini, S.N, 53enne originario della Ex Jugloslavia, ma residente a Udine, e D.P. 45enne di Gorizia. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giulio Magliano e Antonio Maiorano. 

A processo era finita anche una quarta donna, S.I. , 25enne triestina che ha scelto di essere giudicata in abbreviato e dopo la condanna in primo grado, la sua posizione è pendente in Appello. Oggi si è proprio registrata la sua testimonianza che per l'accusa ha rappresentato una prova molto importante in quanto la donna ha dichiarato in aula di aver attivato tre carte postepay per "racimolare qualche soldo, ne avevo bisogno. La mia ex migliore amica (imputata in questo processo ndr) mi ha messo in contatto con questa donna. Mi avevano tranquillizzato che non sarebbe successo nulla, che non era niente di male e solo dopo ho capito che si trattava di truffe. La donna mi disse che queste carte le servivano per effettuare degli acquisti per i bambini in quanto lei non poteva attivarle. Mi chiesero anche di trovare altre persone per attivare queste postepay, ma non ho fatto altro". 

La polizia postale era riuscita a risalire alla sua persona proprio attraverso alcune chat intercorse su Facebook. Un "gancio" social che, però avrebbe permesso al gruppo di compiere la truffa oggetto di questo processo. 

Con la conclusione della fase istruttoria, la parola passerà ora alle discussioni finali. Il giudice ha infatti rinviato il processo al prossimo 13 febbraio, data in cui è prevista la requisitoria del pubblico ministero, Luigi Dentis e le arringhe dei difensori. Con ogni probabilita il giudice Meinardi si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza. 

Angela Panzera

In Breve