In Francia l'elezione del presidente della Repubblica non è una semplice competizione tra candidati, ma un percorso regolato da norme precise, che prevede due turni di votazione e un particolare sistema di selezione degli aspiranti all'Eliseo. In vista delle presidenziali del 2027, vale la pena capire come funziona.
Chi può candidarsi e come
Per aspirare alla presidenza occorre essere cittadini francesi, avere almeno 18 anni, essere iscritti nelle liste elettorali e godere dei diritti civili e politici. Non bisogna inoltre trovarsi in una condizione di ineleggibilità, sotto tutela o curatela, e occorre aver adempiuto agli obblighi previsti dal servizio nazionale.
Ma possedere questi requisiti non basta. Per presentarsi ufficialmente è necessario ottenere almeno 500 presentazioni, comunemente chiamate «parrainages», da parte di rappresentanti eletti: sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e dipartimentali e altre categorie di amministratori previste dalla legge.
Le firme devono provenire da almeno 30 dipartimenti o collettività d'oltremare e non più di un decimo, cioè 50, può arrivare dallo stesso territorio. Non si tratta quindi di raccogliere adesioni popolari: sono gli eletti, a titolo individuale, a presentare un candidato.
Il Consiglio costituzionale verifica la regolarità delle candidature, il consenso degli interessati e le dichiarazioni patrimoniali e di interessi, prima di pubblicare la lista ufficiale.

Il primo turno: tutti in campo
Gli elettori francesi votano direttamente il presidente della Repubblica. Al primo turno partecipano tutti i candidati ammessi. Per essere eletti subito occorre ottenere la maggioranza assoluta dei voti validi, un risultato che nella storia recente non si è mai verificato. In mancanza di questa maggioranza, si procede al ballottaggio.
La partecipazione alle ultime tre consultazioni mostra un progressivo calo:
- 2012: 79,48% degli iscritti;
- 2017: 77,77%;
- 2022: 73,69%.
Il dato comprende gli elettori che hanno votato, anche quando hanno depositato una scheda bianca o nulla.
Il ballottaggio: soltanto due candidati
Al secondo turno accedono i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo. La legge non prevede una soglia minima di partecipazione: non esiste cioè un quorum da raggiungere perché il risultato sia valido. Vince chi ottiene la maggioranza dei suffragi espressi.
Anche in questo caso i dati delle ultime tre elezioni raccontano una diminuzione della partecipazione:
- 2012: 80,35%;
- 2017: 74,56%;
- 2022: 71,99%.
Un elemento merita attenzione: nel 2022 quasi tre elettori su dieci non si presentarono alle urne al secondo turno. Un fenomeno che, insieme alla crescita delle schede bianche e nulle, contribuisce a descrivere il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Capire le regole per leggere la Francia
Non sono soltanto dettagli tecnici. Il sistema dei 500 parrainages, la selezione dei due finalisti e soprattutto l'evoluzione della partecipazione elettorale aiutano a comprendere il funzionamento della democrazia francese e le sue trasformazioni.
È anche da queste informazioni che prende le mosse «La Francia che cambia», la rubrica che ogni domenica alle 8 accompagna i lettori di Montecarlonews nell'analisi delle notizie più importanti, delle interpretazioni della stampa francese e dei cambiamenti politici, sociali e culturali di un Paese che si avvicina a un appuntamento elettorale decisivo.



