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Politica | 02 novembre 2026, 18:29

Scolmatore del rio Misureto ad Alba: il secondo lotto resta senza fondi

Il completamento dell'opera a monte di corso Langhe è ancora fermo alla ricerca di finanziamenti. L'assessore Edoardo Fenocchio punta sulla revisione del piano regolatore per superare gli ostacoli all'accesso alle risorse regionali. L'opposizione chiede interventi concreti

Scolmatore del rio Misureto ad Alba: il secondo lotto resta senza fondi

Il primo lotto dello scolmatore del rio Misureto è stato completato, ma per proseguire l'infrastruttura a monte di corso Langhe, fino all'incrocio tra corso Enotria e via Cadorna, mancano ancora i finanziamenti. Il Comune di Alba sta cercando di individuare un percorso che consenta di accedere alle risorse regionali per la mitigazione del rischio idrogeologico, mentre l'opposizione contesta l'assenza di iniziative concrete per arrivare alla realizzazione del secondo tratto. È quanto emerso dal confronto in Consiglio comunale tra il consigliere Massimo Reggio, di Alba Domani, e l'assessore ai Lavori pubblici Edoardo Fenocchio.

L'interpellanza chiedeva all'amministrazione di chiarire quanto fatto finora e quali iniziative intenda assumere entro la conclusione del mandato. Per i firmatari, il completamento dello scolmatore rappresenta una priorità per la sicurezza di una parte della città, ma anche per le conseguenze che l'attuale situazione avrebbe sulle possibilità di intervento edilizio nelle abitazioni e nelle attività della zona.

Il primo lotto, nel tratto compreso tra corso Langhe e il Cherasca, era stato impostato dalla precedente amministrazione e concluso dall'attuale Giunta, anche attraverso un'integrazione delle risorse finanziarie. Fenocchio ha ricordato questo passaggio, riconoscendo che il completamento dell'infrastruttura resta un tema all'attenzione del Comune.

“Il secondo lotto è quello a monte di corso Langhe e consentirebbe una messa in sicurezza di livello maggiore del tratto in cui il rio scorre costretto tra l'edificato”, ha spiegato l'assessore, sottolineando però le difficoltà dell'intervento: “Dal punto di vista tecnico risulta molto complesso, quindi anche molto oneroso”.

Per il secondo lotto è stato predisposto in passato uno studio di fattibilità di massima, che ha individuato le caratteristiche principali dell'opera e una prima valutazione degli importi necessari. Il progetto è stato successivamente inserito in una richiesta di finanziamento ministeriale nell'ambito della rigenerazione urbana, senza però ottenere le risorse richieste.

“Quell'intervento continua a essere inserito in quella graduatoria, ma non è risultato attualmente destinatario di finanziamento”, ha precisato Fenocchio.

Negli ultimi mesi l'amministrazione ha quindi cercato altre possibilità, avviando interlocuzioni con la Regione Piemonte per verificare l'accesso ai finanziamenti attraverso Rendis, il portale regionale dedicato agli interventi di difesa del suolo e mitigazione del rischio idrogeologico.

Proprio da questi incontri è emerso l'ostacolo che, secondo l'assessore, impedisce attualmente di utilizzare quel canale. L'area interessata non risulta classificata nell'attuale piano regolatore con caratteristiche di rischio tali da consentire l'inserimento dell'intervento tra quelli finanziabili.

“L'area dal punto di vista urbanistico non è stata classificata nell'attuale piano regolatore come area a rischio esondazione e come area oggetto di fenomeni di dissesto diffuso, tali da poter richiedere interventi che possano essere inseriti sulla piattaforma Rendis”, ha spiegato Fenocchio.

Una circostanza che introduce un elemento di particolare rilievo nel confronto politico. Nell'interpellanza, infatti, Reggio sostiene che la mancata realizzazione del secondo lotto mantenga condizioni di esondabilità e limitazioni edilizie per gli immobili della zona. La risposta dell'assessore evidenzia invece come l'attuale classificazione urbanistica non permetta di accedere allo specifico percorso di finanziamento regionale.

Per superare questa difficoltà, la Giunta intende intervenire nell'ambito della revisione del piano regolatore, il cui procedimento è stato avviato nei mesi precedenti. Il lavoro comprenderà l'aggiornamento della cartografia e delle valutazioni geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche, con particolare attenzione alle condizioni di vulnerabilità del territorio.

“Abbiamo l'intento di modificare quelle aree sotto il profilo della cartografia e delle valutazioni di pericolosità geomorfologica, in maniera tale da poter iniziare l'iter per inserire la realizzazione del secondo lotto dello scolmatore nei processi che consentano di avere un finanziamento da parte degli enti di rango superiore”, ha illustrato Fenocchio.

L'obiettivo è dunque costruire le condizioni tecniche e amministrative per rendere finanziabile un intervento che, per complessità e costi, richiede il sostegno di altri enti. Non è stato tuttavia indicato un finanziamento già assegnato né un calendario per la progettazione definitiva e l'avvio dei lavori.

La risposta non ha soddisfatto Reggio, che nella replica ha espresso un giudizio nettamente critico sulle prospettive illustrate dall'amministrazione.

“Purtroppo devo prendere atto che le idee sono poche e anche confuse”, ha dichiarato il consigliere, contestando l'assenza di un percorso sufficientemente concreto verso il completamento dell'infrastruttura.

d.v.

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