Inizia un nuovo capitolo per la Banca di Asti, ma il clima è tutt'altro che sereno. L'assemblea dei soci ha ratificato la nomina di Maria Teresa Armosino alla presidenza dell'istituto. Una scelta che unisce l'autorevolezza del profilo istituzionale a un primato storico per il territorio Astigiano: per la prima volta, la presidenza è affidata a una donna.
La neo presidente subentra a Maurizio Rasero. Proprio l'ex presidente, sceso fisicamente in platea, ha risposto in modo perentorio a chi riteneva illegittima l'assemblea, chiarendo che la Banca d'Italia gli ha formalmente intimato per iscritto di mantenere l'incarico fino alla seduta odierna.
Era stato proprio il presidente uscente Rasero a snocciolare qualche dato all'apertura dei lavori:Il capitale sociale della Cassa di Risparmio di Asti, interamente versato, ammonta a euro 363.971.167,68 ed è suddiviso in 70.537.048 azioni del valore nominale di euro 5,16 ciascuna. Alla data del 22 ottobre 2026 il numero degli azionisti risultante dal libro soci, integrato dalle comunicazioni pervenute e dalle altre informazioni a disposizione della banca, è pari a 25.266. Dopo circa mezz'ora di faticoso scrutinio manuale, contestato dall'azionista ed ex presidente della Fondazione Mario Sacco, è passata anche la nomina in consiglio di amministrazione del manager Tommaso Gheduzzi.
Sacco e la volpe nel pollaio
Ma è stato poco prima della votazione per la presidenza che Sacco ha acceso "la miccia". Dopo aver ricordato che la banca è "Solida, patrimonializzata, con una buona redditività" e aver ringraziato i dipendenti per il lavoro svolto durante due anni di polemiche create "Ad arte" dall'interno, ha attaccato frontalmente le dinamiche della governance. "Uscito il gallo, mica ci avete messo la volpe nel pollaio?", ha incalzato la platea, esprimendo seri timori per l'autonomia dell'ente. Sacco ha poi preteso chiarimenti sul futuro: "Procediamo in questo progetto oppure c'è l'intenzione di andare a vendere a un grande gruppo?". Un'affermazione alla quale a margine dell'assemblea ha risposto la presidente: "Io sono qui per dare più valore a questa banca, tenerla e radicarla sul territorio"

L'affondo di Marmo: l'esposto al Mef e il caso Econòma
I toni si sono fatti ancora più aspri e dettagliati con l'intervento di Roberto Marmo, già deputato e presidente della Provincia, che ha subito chiarito la sua posizione: "Voterò contro perché non riconosco la legittimità della Fondazione che ha indicato i singoli consiglieri e il presidente della Fondazione". A supporto della sua accusa, ha svelato un dettaglio clamoroso: "Posso affermare che il 24 giugno del 2026 alle 19:06 fu mandata una Pec al Ministero dell'Economia, che è l'organo di vigilanza delle Fondazioni, con all'oggetto la segnalazione di anomalie nel funzionamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti".
Marmo ha poi sollevato pesanti dubbi su una serie di operazioni finanziarie. Ha puntato il dito sulla società Econòma srl, che a suo dire avrebbe effettuato "Acquisti consistenti di azioni della Banca in un arco temporale molto ristretto, raggiungendo una partecipazione che potrebbe collocarla oggi al sesto posto fra gli azionisti". Su questo punto ha chiesto conferme immediate ai vertici e ha evidenziato come dalle visure emergano "Rapporti familiari stretti tra un soggetto presente nella compagine interessata e una persona che ricopre importanti incarichi negli organi della banca".
Non è mancata una dura stoccata sulle spese per le consulenze, in particolare sull'incarico affidato alla società Spencer Stuart per la selezione delle figure apicali. "Risulta veritiero che la stessa società sia stata impiegata anche per assistere il nuovo consiglio di amministrazione? Stiamo pagando due volte attività che in parte sono sovrapposte?", ha incalzato Marmo, chiedendo di conoscere i costi esatti prima di consegnare undici pagine di richieste scritte da allegare al verbale.

Le rassicurazioni di Fiorini e l'insediamento di Armosino
A tentare di riportare la calma ci ha pensato l'amministratore delegato Roberto Fiorini, anticipando che il piano industriale triennale sarà proposto al consiglio il 12 novembre. "Conterrà degli elementi di continuità e ad altri elementi di profonda discontinuità", ha spiegato, confermando l'impegno sui territori storici ma da valutare sempre "Sulla metrica, ovviamente, della convenienza, in termini di profitti, di costi e di rischi da assumere".
A chiudere i lavori è stata Maria Teresa Armosino. "Assumere la presidenza della Banca di Asti rappresenta per me un grande onore, non soltanto per il prestigio e la storia di questa istituzione, ma anche per il legame profondo che mi unisce a questo territorio e alla sua comunità", ha esordito la neo presidente.
Ribadendo il valore del suo traguardo, ha aggiunto: "Ho sempre creduto che il merito debba essere il criterio alla base delle scelte, perché consente di riconoscere il valore delle persone senza distinzione di genere". Ha poi tracciato la rotta, promettendo un approccio basato sulla "Collegialità, sul dialogo, sulla franchezza degli obiettivi e sulla condivisione delle scelte strategiche".
Chi è Maria Teresa Armosino
Nata a Torino il 20 luglio 1955, Maria Teresa Giovanna Armosino vanta un lungo percorso tra professione legale e vertici istituzionali. Laureata con lode in Giurisprudenza all'Università di Torino nel 1978, è avvocato cassazionista e partner di un noto studio legale torinese.
Il suo impegno politico e amministrativo l'ha vista ricoprire incarichi di rilievo. Dal 2001 al 2006 è stata sottosegretario di Stato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, ruolo nel quale ha seguito da vicino importanti dossier economici, tra cui la riforma delle fondazioni bancarie. È stata eletta alla Camera dei Deputati per quattro legislature consecutive, dal 1996 al 2013.
Dal 2008 al 2012 ha guidato la Provincia di Asti in veste di presidente (anche in quell'occasione, prima donna a ricoprire l'incarico), rassegnando poi le dimissioni in aperto dissenso con il piano governativo di riordino degli enti provinciali. Nell'aprile del 2026 è entrata a far parte del consiglio di amministrazione di Banca di Asti, ponendo le basi per l'attuale nomina.

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