Ben 65 arresti in flagranza (di cui 5 minorenni), due persone sottoposte a fermo di indiziato di delitto, 7 Ordinanze di custodia cautelare in carcere e altrettanti arresti per ordine esecuzione pena. E ancora: 206 persone denunciate (di cui 26 minorenni) oltre a multe che superano i 15mila euro. Ma il bilancio conta anche su 7 chili di cocaina sequestrati, 77 chili di cannabinoidi, una molotov, 50 cartucce di vario calibro, 4 armi da punta e taglio una somma di denaro contante pari a circa 16.000 euro.
Questo è il risultato, a Torino e provincia, dell'operazione di contrasto alla criminalità giovanile che nelle scorse ore ha visto la Polizia impegnata in tutto il territorio nazionale. Operazione che ha portato in tutto a 575 arresti di maggiorenni, più 69 di minorenni. Denunce per 1695 giovani (373 minori) e un totale di 236.138 persone controlate (23.026 con meno di 18 anni).
Aree di spaccio e di movida
L'attività dei poliziotti delle 106 Squadre mobili, con il supporto di equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine e di altri uffici della Polizia di Stato, ha consentito di controllare, soprattutto in aree di spaccio e di "movida", 236.138 giovani, di cui 23.060 minorenni.
Reati a 360 gradi
Le condotte prevalenti, che venivano mostrate anche sui social dagli stessi autori, sono riconducibili ai delitti di tentato omicidio, lesioni, rissa, danneggiamento, estorsione, furto, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, detenzione illegale di armi e strumenti atti ad offendere.
Complessivamente, al livello nazionale, sono state controllate 299 abitazioni, tra cui 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi, 896 esercizi commerciali, 1.149 luoghi di movida (839 piazze e 310 centri cittadini), 177 stazioni e 198 parchi. A seguito delle verifiche sono state elevate 1.394 sanzioni amministrative di diversa natura, in particolare per uso di sostanze stupefacenti, violazioni al codice della strada e alle norme in materia di pubblici esercizi.
Disordini coordinati via chat
Nel corso delle attività, attraverso l'analisi delle chat e dei gruppi di messagistica presenti sui telefoni cellulari dei giovani coinvolti, sono stati raccolti elementi decisivi relativi all'organizzazione e al coordinamento dei disordini accaduti durante le manifestazioni.












