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Politica | 30 ottobre 2026, 17:32

Asti crolla nella classifica di Ecosistema Urbano e perde ventuno posizioni

Il report di Legambiente posiziona la città al sessantatreesimo posto e il gruppo Ambiente Asti chiede un confronto in consiglio comunale

Asti crolla nella classifica di Ecosistema Urbano e perde ventuno posizioni

Una flessione netta che riaccende il dibattito sulle politiche ambientali del capoluogo. Nel nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2026, curato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, la città di Asti scivola dal 42° al 63° posto nella graduatoria generale tra i 106 capoluoghi italiani. Il punteggio complessivo del comune si attesta a 52,32 punti, evidenziando un arretramento di ventuno posizioni in un solo anno, in controtendenza rispetto al miglioramento medio registrato a livello nazionale. A sollevare la questione è la formazione politica Ambiente Asti, guidata dal consigliere Mario Malandrone, che chiede un chiarimento sui risultati emersi dalle rilevazioni.

Rifiuti in stagnazione e nodi sulla mobilità

Tra i settori analizzati dall'indagine, la gestione dei rifiuti urbani mostra elementi di criticità. I dati evidenziano come la raccolta differenziata in città sia passata dal 69,41% del 2019 al 66,59% del 2024, con un progresso marginale di appena 0,12 punti percentuali rispetto all'anno precedente, a fronte di una media del Nord Italia che supera il 74%.

Sull'analisi delle cifre interviene il consigliere Mario Malandrone: “Non si tratta di alimentare una polemica politica fine a se stessa, ma il report di Legambiente rappresenta l'occasione per interrogarsi sulla reale qualità delle scelte ambientali cittadine. I dati mostrano una sostanziale stagnazione sulla raccolta differenziata e un'incapacità di consolidare i risultati del passato. Chiediamo che il comune e ASP rendano pubblici obiettivi annuali di riduzione dell'indifferenziato e valutino la tariffazione puntuale”.

Incertezze emergono anche sul fronte della mobilità, comparto che incide per oltre un quinto sul punteggio complessivo dell'indice. La dipendenza dai veicoli privati, il tasso di motorizzazione e le criticità relative alla continuità della rete ciclabile — con particolare riferimento alla sicurezza di tratti urbani come via Corridoni — richiedono, secondo l'opposizione, un'accelerazione nell'attuazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e un potenziamento delle linee del trasporto pubblico locale verso le frazioni e i quartieri periferici.

Qualità dell'aria, verde urbano e consumo di suolo

Il quadro delineato dagli indicatori tocca anche i valori delle centraline per il monitoraggio dell'aria, condizionati dalla collocazione geografica nel bacino padano ma legati a doppio filo alle politiche locali di contenimento delle emissioni e di efficientamento energetico. Analoghe sollecitazioni riguardano la gestione del verde pubblico e le azioni di contrasto alle isole di calore previste dal piano di adattamento climatico.

Ambiente Asti sottolinea la necessità di una pianificazione organica: “Sulla mobilità e sul verde urbano continuiamo a registrare la mancanza di una visione d'insieme. Servono interventi strutturali sul trasporto pubblico, una rete ciclabile davvero connessa e un piano pluriennale per gli alberi e per i rifugi climatici, senza limitarsi a interventi occasionali che non incidono sulla vita quotidiana dei quartieri e delle zone periferiche”.

Riflessioni analoghe vengono estese alla pianificazione urbanistica e alla tutela del territorio, con un richiamo alla Variante Generale al Piano Regolatore affinché privilegi il recupero degli immobili dismessi e la rigenerazione urbana rispetto a nuove edificazioni.

La richiesta di un dibattito in consiglio comunale

Il posizionamento della città appare distante da quello di altre realtà piemontesi presenti nella graduatoria di Legambiente, come Verbania al 13° posto e Cuneo al 20° posto. Per questa ragione, la formazione politica sollecita un momento di verifica istituzionale sulle strategie adottate dalla giunta guidata dal sindaco Maurizio Rasero.

Il consigliere conclude tracciando la rotta per i prossimi passaggi amministrativi: “La perdita di ben ventuno posizioni impone una verifica trasparente. Chiediamo al sindaco Maurizio Rasero di presentare in consiglio comunale un'analisi dettagliata di questi risultati e un programma ambientale con obiettivi annuali misurabili. La sostenibilità si dimostra con i fatti e con i riscontri verificabili, non con i semplici annunci”.

Betty Martinelli

In Breve