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Politica | 29 ottobre 2026, 15:12

No al Termovalorizzazione, voto contrario alla discussione della mozione: proteste dei cittadini in Provincia (FOTO E VIDEO)

Per una norma del regolamento che prevede che il presidente facente funzioni debba occuparsi solo degli atti urgenti. È scontro in consiglio provinciale

No al Termovalorizzazione, voto contrario alla discussione della mozione: proteste dei cittadini in Provincia (FOTO E VIDEO)

Non è stata votata in consiglio provinciale la mozione contraria al termovalorizzatore in Val Bormida.

Di fronte ad un gruppo nutrito di cittadini che hanno affollato il pubblico della Sala Pertini di Palazzo Nervi, la discussione e la conseguente votazione non si è tenuta per via di una norma prevista nel regolamento che prevede che il vicepresidente Demis Aghittino non possa discuterlo perché essendo facente funzioni può intervenire solo per atti urgenti. 

Lo stesso Aghittino poi ha comunque aperto al voto chiedendo ai consiglieri di esprimersi se far discutere o meno la mozione proposta dal gruppo di minoranza "Uniti per la Provincia". A prevalere è stata però la contrarietà. 

Una sorta comunque di "corto circuito" perché durante il consiglio è stato fatto prima riferimento al regolamento, poi al silenzio elettorale visto che il 22 novembre si terranno le elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale e la nomina del presidente e poi anche per una decisione politica. 

"La cosa che state facendo oggi è veramente vergognosa. Poteva avvisarci per poter avvisare le persone che hanno preso ferie dai posti di lavoro, venuti a Savona, per ascoltare un problema non solo per la Val Bormida ma per tutta la provincia - ha detto il consigliere Rodolfo Mirri - È una questione di etica, di maleducazione. Noi non ci fermiamo qua. Fra un mese è troppo tardi discutere la mozione perché la Regione sta per decidere". 

"Oggi questo argomento non è che non si vuole discutere ma non si può. Non è che non vogliamo per ragioni politiche" ha continuato il consigliere di maggioranza Diego Distilo. 

Il gruppo di opposizione (la richiesta era stata firmata dai consiglieri Rodolfo Mirri, Massimo Niero, Marisa Ghersi e Marco Lima), l'aveva presentata chiedendo al Consiglio di esprimere un “no incondizionato” a qualsiasi ulteriore attività finalizzata a individuare, valutare o selezionare un sito nel territorio di Cairo Montenotte e, più in generale, della Val Bormida.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Regione Liguria, anche attraverso ARLIR, per arrivare alla realizzazione del nuovo impianto regionale.

Secondo i consiglieri, l’iter è ancora in corso e non sarebbero stati definiti tutti gli elementi sui quali si baserà la scelta. 

Nel mirino ci sono in particolare i criteri per la selezione delle aree, le caratteristiche e le dimensioni dell’impianto, la tecnologia da utilizzare e i requisiti richiesti ai possibili siti.

È in questo quadro che la Val Bormida torna al centro del confronto politico e istituzionale. Nel documento si ricorda che il territorio di Cairo Montenotte è stato indicato tra le possibili aree oggetto di valutazione, mentre si richiama anche la posizione espressa dai 19 sindaci della valle, che hanno manifestato preoccupazione e contrarietà rispetto all’ipotesi.

Per “Uniti per la Provincia” era quindi necessario che Palazzo Nervi assumesse una posizione chiara e che il territorio venga escluso da qualsiasi ulteriore approfondimento legato alla localizzazione dell’impianto.

La richiesta riguarda non solo l’eventuale individuazione di un sito, ma anche studi, valutazioni tecniche, candidature e attività preparatorie alla successiva gara regionale. Accanto alla contrarietà alla localizzazione, la mozione metteva sul tavolo anche una richiesta di trasparenza sull’iter.

Il gruppo chiedeva infatti alla Regione e ad ARLIR un riscontro scritto sullo stato della procedura, sugli atti già adottati e su quelli in corso, chiarendo inoltre se esistano proposte progettuali, studi o ipotesi localizzative che riguardino direttamente o indirettamente Cairo e la Val Bormida.

La Provincia dovrebbe inoltre chiedere di conoscere i criteri utilizzati per individuare e valutare i possibili siti, oltre alle modalità e ai tempi con cui saranno coinvolti i Comuni interessati e lo stesso ente provinciale.

La proposta prevede infine un passaggio formale particolarmente netto: con la mozione approvata, il presidente facente funzioni della Provincia dovrebbe trasmettere a Regione Liguria, ARLIR e agli altri enti competenti una diffida a non proseguire alcun iter tecnico-amministrativo finalizzato a individuare aree compatibili con la realizzazione dell’impianto in Val Bormida.

Luciano Parodi