Torino, e tutta Italia, si blindano per un altro sabato che si prospetta di tensioni. Una settimana fa in città le manifestazioni contro il caro vita erano degenerate in scontri di piazza tra manifestanti e polizia per le vie del centro. Hanno rimbalzato ovunque le immagini di alcuni ragazzi incappucciati che hanno preso di mira la Feltrinelli di Porta Nuova, messa a soqquadro. Così come le scorribande per le vie del centro aulico, diventato in pochi minuti lo scenario di una guerriglia. Una guerriglia che ha portato a 4 arresti, di cui 3 minorenni, e circa 60 identificati.
Tutto questo avveniva in contemporanea con le manifestazioni in tutta la Francia e con la città di Milano, dove sono state infrante le vetrine e saccheggiati i negozi. I responsabili sarebbero per la maggior parte minorenni.
Pugno duro del Governo
Episodi che hanno portato il Governo a usare il pugno duro. Nei giorni scorsi il consiglio dei ministri ha varato il nuovo decreto sicurezza che inasprisce le pene introducendo il nuovo reato per violenze organizzate in manifestazioni e ulteriori strette sui minori, con procedimenti penali più rapidi e sanzioni ai genitori per danni causati dai figli.
Quel 17 ottobre ha segnato uno spartiacque. Tanto che quella data ora dà il nome a un movimento che dal basso ha scelto di organizzarsi e portare lo scontro a un livello più alto e più diffuso. Difficile stabilire da chi possa essere composto. Sicuramente giovani, giovanissimi, ma anche lavoratori. Appartenenti ai collettivi, ai movimenti già esistenti, ai centri sociali, frange antagoniste e anarchiche. Ma non solo. L'insieme è magmatico e non dà punti di riferimento.
Depistare i blocchi di polizia
La stessa manifestazione di oggi, dapprima convocata alle ore 15 con tanto di indicazione per ogni piazza in Italia (a Torino era piazza Castello) ieri è stata annullata. Le indicazioni sui concertamenti saranno fornite poco prima, alle 14.30, in tre punti differenti per ogni città. Un modo per depistare i blocchi di polizia.
Così sarà anche per Torino dove comunque in piazza Castello è organizzata, da settimane, la manifestazione contro il riarmo, data center e caro benzina. Con il claim: "Noi la guerra non la paghiamo".
E in questo scenario non chiaro Prefettura e forze dell'ordine hanno varato un piano straordinario di sicurezza per tutelare le attività commerciali e le zone dello shopping, intensificando i controlli e introducendo ordinanze che vietano il consumo di bevande in vetro e lattine, il possesso di oggetti atti a offendere e di strumenti per occultare il volto. Misure che hanno coinvolto le categorie economiche e commerciali con l'attivazione di flussi informativi e di alert proprio per stabilire dove possano verificarsi le tensioni.
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