Il Nazionale

Cronaca | 23 ottobre 2026, 15:07

PFAS nell'acqua, la Procura di Savona apre un fascicolo per avvelenamento colposo

Al momento è a carico di ignoti. Proseguono gli accertamenti sulla presenza nella rete

PFAS nell'acqua, la Procura di Savona apre un fascicolo per avvelenamento colposo

Avvelenamento colposo a carico di ignoti. 

La Procura della Repubblica di Savona ha infatti aperto un fascicolo d'indagine per l'ipotesi di reato ambientale dopo i casi di PFAS nell'acqua riscontrati a Borgio Verezzi, Pietra Ligure, Villanova d'Albenga e alcune utenze a Loano.

Dal sesto piano del Palazzo di Giustizia savonese quindi hanno deciso di fare luce per capire di quali sostanze si tratta e se ci siano responsabilità. 

Nei giorni scorsi a Borgio Verezzi era partita una raccolta firme rivolta ai residenti e alle attività del territorio per conferire all’avvocato genovese Marco Vano un mandato di rappresentanza delle istanze della comunità e di interlocuzione con Servizi Ambientali. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, ottenere risposte chiare su questioni centrali come gli eventuali rimborsi, i danni economici subiti dalle attività commerciali, la tutela dei cittadini e il biomonitoraggio della popolazione. Lo scorso 15 ottobre, nella sala consiliare del Comune si era svolto un incontro tra le associazioni del paese promosso da ABA (con Croce Bianca, Vivere Verezzi, AIB, Agorà, ANPI, Due Zaini e un Camallo) al fine di predisporre una lettera aperta a Servizi Ambientali.

A Pietra Ligure, invece, la strada intrapresa è quella dell’esposto. L’iniziativa è partita dal cittadino Massimo Enrico, rappresentato dagli avvocati Gabriele Spotorno e Rocco Varaglioti, per chiedere accertamenti sulla gestione del servizio idrico, sul rispetto della normativa europea relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano e sulle possibili conseguenze per la salute pubblica. Al centro della richiesta, la necessità di fare chiarezza sulla gestione delle falde acquifere e sulle effettive tempistiche dei controlli analitici eseguiti negli anni sulla rete idrica.

Parallelamente alle soluzioni per riportare acqua potabile nei rubinetti delle utenze cittadine, a Borgio proseguono anche gli accertamenti sulla presenza di PFAS nell’acqua di rete. L’obiettivo è fare chiarezza sull’origine della contaminazione, individuare le possibili cause e comprendere l’eventuale coinvolgimento delle aree limitrofe.

Nella mattinata del 21 ottobre in Comune si è tenuto un incontro con ARPAL per approfondire la ricerca delle possibili fonti di contaminazione: "Comune e ARPAL si sono confrontati per esaminare la documentazione disponibile e fare il punto sui possibili fattori inquinanti - ha spiegato il sindaco Renato Dacquino - Sono state inoltre svolte le prime ricognizioni sul territorio, utili a orientare i successivi approfondimenti attraverso analisi e monitoraggi".

"ARPAL sta conducendo le indagini sul nostro territorio e nelle zone limitrofe per comprendere che cosa sia accaduto, per quali ragioni e da dove provenga la contaminazione - ha ribadito il primo cittadino borgese - Il settore Ambiente della Regione Liguria segue e supporta con attenzione questo percorso".

Proprio l’estensione delle indagini anche alle zone limitrofe potrebbe offrire elementi utili per comprendere meglio quanto sta accadendo nel territorio. In particolare, gli approfondimenti condotti a Borgio Verezzi potrebbero contribuire a fare luce anche sulla situazione di Pietra Ligure, dove è stato adottato un analogo divieto di utilizzo dell’acqua della rete come potabile. Resta tuttavia da verificare, sulla base dei risultati delle analisi, se tra i due episodi esista un collegamento.

Luciano Parodi

In Breve