Sospensione di tutte le lavorazioni e divieto di qualsiasi attività nel raggio di 400 metri dall'ordigno bellico rinvenuto questa mattina nel cantiere della Nuova Diga Foranea del porto di Genova. È quanto dispone un'ordinanza della Capitaneria di Porto di Genova, che stabilisce l'interdizione dell'area interessata fino all'avvenuta bonifica.
Il provvedimento è stato adottato a seguito della segnalazione ricevuta oggi dal consorzio PerGenova Breakwater, relativa al ritrovamento dell'ordigno presso uno dei cassoni della nuova infrastruttura portuale.
L'ordinanza individua un'area di sicurezza costituita da un cerchio di 400 metri di raggio, già ricompresa nell'area di cantiere disciplinata dall'ordinanza 153/2026: all'interno di questo perimetro sono sospese tutte le lavorazioni ed è interdetta ogni attività, sia a mare sia sui manufatti presenti. Le disposizioni hanno effetto dall'emissione dell'ordinanza e resteranno in vigore fino all'avvenuta bonifica dell'ordigno.
L'accesso e la permanenza nell'area sono consentiti esclusivamente ai mezzi e al personale addetti alle operazioni di bonifica e di messa in sicurezza, oltre che ai mezzi impiegati nelle operazioni di polizia e soccorso.
La decisione di stabilire un raggio prudenziale di sicurezza di 400 metri è stata assunta tenendo conto delle indicazioni provvisorie ricevute dal 32° Reggimento Genio Guastatori dell'Esercito Italiano, sulla base delle informazioni attualmente disponibili.
Il provvedimento segue il ritrovamento, avvenuto questa mattina, venerdì 23 ottobre, di un ordigno bellico di circa 500 libbre, equivalenti a 230 chilogrammi, sulla sommità del cassone C32 della Nuova Diga Foranea. Secondo quanto comunicato dal subcommissario alla Ricostruzione Carlo De Simone e dal presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Matteo Paroli, l'ordigno si trovava poggiato a secco. Il personale presente aveva immediatamente messo in sicurezza l'area, sospeso le lavorazioni nella zona interessata e allertato le autorità competenti. Non si registrano persone coinvolte.
Nella stessa comunicazione era stato annunciato che, d'intesa con Prefettura e Capitaneria, era in corso di definizione un'area di sicurezza a mare e a terra nel raggio di circa mille metri dall'ordigno, con disposizioni relative alla navigazione, agli accessi e alla viabilità da comunicare da parte delle autorità competenti. L'ordinanza della Capitaneria dispone ora l'interdizione delle attività entro il raggio di 400 metri, senza disciplinare nel testo ulteriori restrizioni per l'area esterna a tale perimetro.
Per le operazioni di verifica e messa in sicurezza dell'ordigno, il comunicato diffuso in mattinata annunciava l'intervento degli specialisti dell'Esercito, in coordinamento con il nucleo SDAI della Marina Militare.


