Torna nuovamente al centro della cronaca sanremese il 13enne di origine tunisina coinvolto nell’aggressione al senzatetto francese, cosparso di benzina e dato alle fiamme nella notte tra il 7 e l’8 ottobre scorsi, nella zona del porto vecchio, tra la sede della Guardia Costiera e lo Yacht Club. Il ragazzo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe agito con l’obiettivo di impossessarsi dello zaino dell’uomo, un francese di 65 anni che stava dormendo. La vittima era stata soccorsa tempestivamente dai militari della Capitaneria di porto, intervenuti dopo aver sentito le sue grida e riusciti a spegnere le fiamme con gli estintori. Nei giorni successivi, le condizioni del senzatetto erano progressivamente migliorate e l’uomo non sarebbe mai stato in pericolo di vita.
Il tredicenne, che non ha ancora compiuto 14 anni e quindi non è imputabile penalmente, sarebbe stato protagonista nello scorso fine settimana di un nuovo episodio, questa volta all’interno della struttura in cui è ospitato insieme alla madre. Secondo quanto appreso, il giovane sarebbe rientrato nella struttura a bordo di uno scooter risultato rubato. Una volta accortisi della situazione, i responsabili dell’associazione lo avrebbero rimproverato per essersi impossessato del mezzo, richiamandolo alle proprie responsabilità. La reazione del ragazzo, stando alla ricostruzione dei fatti, sarebbe stata particolarmente violenta: invece di accettare il richiamo, avrebbe aggredito fisicamente due operatori presenti nella struttura.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata, con il giovane che avrebbe anche danneggiato alcune suppellettili all’interno della struttura. I due operatori aggrediti hanno avuto bisogno di ricorrere alle cure ospedaliere per le lesioni riportate. È stato quindi necessario l’intervento dei Carabinieri, che hanno raccolto gli elementi relativi all’accaduto e provveduto a segnalare nuovamente il minorenne per i fatti contestati: il furto dello scooter, l’aggressione ai due responsabili della struttura e i danni provocati agli arredi. Il motorino, nel frattempo, è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.
La nuova vicenda riporta l’attenzione su una situazione già finita sotto i riflettori dopo il gravissimo episodio avvenuto sul porto vecchio. Il ragazzo era stato individuato anche grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Il caso aveva suscitato forte preoccupazione per la violenza dell’aggressione ai danni di una persona senza fissa dimora, sorpresa mentre dormiva e colpita in un contesto nel quale soltanto il tempestivo intervento dei militari della Guardia Costiera aveva consentito di limitare le conseguenze.
Sul fronte sociale, il Comune di Sanremo aveva già confermato la presa in carico del ragazzo da parte dei servizi competenti. Il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali, Fulvio Fellegara, aveva spiegato che l’amministrazione si era attivata per seguire il caso, con il coinvolgimento degli specialisti e il contatto con la famiglia. L’obiettivo dichiarato era quello di valutare la situazione del minore e individuare un percorso adeguato, attraverso il coordinamento tra i servizi e gli altri soggetti coinvolti. La nuova segnalazione delle forze dell’ordine aggiunge ora ulteriori elementi a un quadro già delicato, che richiede attenzione sia per la gravità dei comportamenti contestati sia per la giovane età del protagonista.
Resta centrale anche l’aspetto giudiziario: in Italia i minori di 14 anni non sono imputabili penalmente, ma questo non significa che le situazioni di questo tipo non possano essere affrontate attraverso gli strumenti previsti dalla legge. In presenza dei necessari presupposti, possono essere valutati interventi educativi, assistenziali e di protezione, oltre alle eventuali misure di sicurezza applicabili. Saranno le autorità competenti e i servizi incaricati di seguire il ragazzo a valutare gli sviluppi della vicenda e le risposte più appropriate. Intanto, dopo l’episodio del porto e il nuovo caso avvenuto nella struttura che lo ospita, il tredicenne torna a far parlare di sé per comportamenti che hanno richiesto un nuovo intervento delle forze dell’ordine.












